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Zoda: ecco la recensione di UFO. Non un capolavoro, ma una bella boccata d’aria

Ufo cover album Zoda
Ufo cover album Zoda

Zoda, uno fra i più noti youtuber e giovani rapper italiani attualmente in circolazione, ha pubblicato qualche giorno fa il suo primo vero disco, intitolato UFO.

Dopo tanti anni vissuti nel sottobosco del web, fra un flame, un singolo promozionale e un video “home made”, l’artista tira fuori un progetto discografico complesso e da molti punti di vista decisamente interessante.

In apparenza, Zoda è il più classico dei trapper della scena romana. In effetti, da molti punti di vista, ha più di qualche caratteristica in comune con artisti e colleghi del calibro di Dark Polo Gang e Drefgold. Eppure, rispetto ai suoi competitors, qualche contenuto “fresh” Zoda l’ha prodotto.

Ufo non è un capolavoro, ma non è per fortuna neanche un disco banale. A tratti, contrariamente a molti altri pezzi trap in circolazione, UFO si presenta come un progetto efficace e, soprattutto, immediato ed orecchiabile.

Questo è per esempio il caso di pezzi come GTA, prodotto (con una base devastante, quasi rockeggiante, prodotta da Big Fish) o ancora di 27, un pezzo “acido” che fra una schitarrata e l’altra ricorda da lontano alcuni recenti lavori di un mostro del genere come Post Malone. C’è però di più.

In UFO c’è spazio anche per tanta, tantissima electro-trap, costruita su melodie accattivanti e a tratti persino romantiche, a modo loro (è il caso di COMETE. Un gran bel mix, insomma, che soddisferà sia i palati più affezionati alla trap dilagante, sia i fan che da un artista come Zoda si aspettavano qualcosa di più del solito, trito e ritrito rullante.

Qui sotto potete ascoltare il disco.

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