Affascinante, simpatico, ambito e invidiato. Yuri Pennisi è stato definito “il palestrato più famoso d’Italia”: è diventato famoso grazie ad Ask, poi si è spostato su Instagram dove racconta la sua vita tra palestra, fidanzata, amici e la sua mamma speciale. Oggi lì lo seguono più di 300mila persone, spesso gira l’Italia con il suo amico Andrea Maddaluni per fare serate e sogna di lavorare nel mondo dello spettacolo. Oggi Webboh ha deciso di conoscere meglio Yuri sottoponendolo a un’intervista che prende spunto dalle parole di ricerca che Google associa al suo nome.

Yuri, partiamo dal “chi è?”.

“Sono un ragazzo di 19 anni. Da tre anni vivo a Catania, anche se mi sono trasferito più volte da varie parti d’Italia. Ho sempre raccontato sui social la storia di me e mia madre: i miei sono separati e mio padre se n’è andato di casa quando ero piccolo. Sto finendo la scuola superiore, in questi anni ho proseguito gli studi al liceo artistico e tra un mese mi diplomerò”.

Ti definisci un influencer?

“Forse mi definirei più un amico della gente”.

È stata dura far combaciare la scuola a questa attività?

“Sì, è stata molto dura, anche perché arrivi a un punto che una delle due cose devi decidere di trascuararla. Infatti così è stato”.

Hai trascurato la scuola?

“Beh, un po’ sì (ride, ndr)”.

La seconda parola più cercata è “Grande Fratello”. Perché?

“Il sito Bitchyf ha fatto un pesce d’aprile lanciando la notizia della mia partecipazione al reality e la cosa ha fatto boom. In tanti ci hanno creduto”.

Parteciperesti mai a un reality?

“Sì, mi piacerebbe, il Grande Fratello lo farei. Però ho rifiuato Uomini e Donne”.

Infatti “Uomini e Donne” è un’altra parola associata a te.

“Mi è arrivata spesso la proposta da Uomini e Donne. L’ultima volta anche recentemente, ma ho rifiutato perché nel frattempo mi sono fidanzato: non voglio rovinare quella che è probabilmente la storia d’amore più importante della mia vita per un programma televisivo. Ho questa relazione tra le mani, non voglio buttarla via”.

Ecco, arriviamo alla parola “Yuri Pennisi ragazza”.

“Sono fidanzato da quattro mesi con Sofia. Ci siamo conosciuti su Instagram: l’ho notata sulle storie di uno dei miei manager e le ho subito scritto. Lei all’inizio non mi ha cagato, quindi ci ho provato più volte. Dopo vari tentativi mi ha risposto e abbiamo iniziato a parlare. Lei nella vita lavora come animatrice”.

Ti è capitato spesso di conoscere ragazze su Instagram?

“Sì, è capitato. Tante ragazze mi scrivono ogni giorno: mi arrivano dai 2 ai 3mila messaggi al giorno”.

Tante ragazze ti scrivono anche cose provocatorie. Come mai?

“Viviamo nell’epoca delle love story tipo After: ad alcune ragazze piace vedere un ragazzo a petto nudo. Il mio personaggio, poi, è abbastanza accattivante… anche se ho visto delle cose sui social da brividi. Io sono ancora nella norma”.

Per esempio?

“C’è un personaggio che tutti stanno criticando, ma non faccio nomi…”.

Hai detto che tante persone ti copiano.

“Non sono contro chi prende spunto da me, anzi mi fa pure piacere. L’importante è che non si arrivi a copiare al 100% solo perché hanno visto che muovendosi in un certo modo si può avere successo. Ecco, quello mi dà fastidio: non si può sfruttare l’ingenuità delle persone più piccole per arrivare ai propri scopi personali”.

C’è una piccola dose di egocentrismo in quello che fai?

“Non c’entra né il narcisismo né l’egocentrismo. Qua c’entra la sicurezza in se stessi. Oggi quando mi guardo allo specchio so quanto valgo e non ho più le incertezze di quando avevo 14 anni”.

“Altezza” è un’altra parola associata a te. Perché interessa così tanto la tua altezza?

“Perché il mio migliore amico si diverte a postare foto dove sembro venti centimetri più basso di lui e si diverte a dire che sono bassissimo. In realtà non è così, sono alto 1.76”.

Interessa molto anche la tua infanzia con la chiave di ricerca “Yuri Pennisi da piccolo”.

“C’è un prima e un dopo nella mia vita. Da piccolo ero grassottello, sfigato e non uscivo di casa perché mi vergognavo di farmi vedere dalle persone. Ero arrivato a pesare 90 chili. La mia è una storia di riscatto: dai 12 ai 15 anni non ero cagato da nessuno, venivo respinto dalle ragazze”.

Hai sofferto di bullismo?

“Sì, è successo alle medie, ma niente di troppo forte”.

Lo sport ti ha aiutato a riscattarti?

“Sicuramente. Ho fatto judo per due anni, poi ho iniziato con la pallanuoto e sono diventato campione regionale, infine mi sono dato alla palestra. Spesso mi hanno proposto di gareggiare nell’ambito del bodybuilding, ma ho sempre rifiutato anche perché quel mondo non mi fa impazzire. Non voglio dedicare la vita alla palestra: voglio farlo soltanto per stare bene con me stesso. Prima di piacere agli altri bisogna piacere a se stessi”.

Quante volte ti alleni a settimana?

“Quattro volte a settimana, anche se quest’estate mi sono rotto la clavicola a causa di una caduta assurda con il motorino e ho dovuto abbassare l’intensità degli allenamenti. Ma ci vuole costanza per raggiungere gli obiettivi”.

Tante persone cercano anche “Yuri Pennisi è gay”.

“So io perché è nato questo ‘è gay’. Io ho un migliore amico, che si chiama Andrea: ci siamo sempre fatti vedere sui social come la coppia dei migliori amici che fanno di tutto insieme, dalla jacuzzi al dormire. La gente ha fatto partire la ship e ha pensato che ci fosse una relazione dietro. In realtà siamo entrambi etero: io felicemente fidanzato, lui beatamente single al momento”.

Come vi siete conosciuti?

“Eravamo acerrimi nemici sui social, su Ask, e ci rubavamo le followers a vicenda. Insomma, non ci potevamo vedere. Poi piano piano, imparando a conoscerci, abbiamo capito che eravamo fatti della stessa materia e che ragiovamo allo stesso modo. Con gli anni abbiamo capito che era meglio unirsi per trasformare i punti di debolezza in forza”.

Avete mai litigato?

“Noi litighiamo ogni giorno (ride, ndr)”.

Ma la popolarità come la gestite?

“Una volta abbiamo imballato il Duomo di Milano: c’erano più di 600 persone, una roba allucinante. Spesso mi fa strano tutto questo: mi fa piacerebe che la gente si sia così tanto attaccata a me. La popolarità la gestisco con piacere”.

Sono accadute cose assurde?

“Niente di particolarmente allucinante, o adesso non me lo ricordo. Fa ridere quando il coreano di turno, pur non conoscendomimi, chiede il selfie perché vede tutti che se lo fanno”.

Si guadagna molto con i social?

“Dipende. Di sicuro i social possono essere un trampolino di lancio e possono aprirti delle porte, ma sbaglia chi pensa che i social ti possono far diventare miliardario”.

Tu cosa sogni per il tuo futuro?

“A me piacerebbe entrare in televisione o fare l’attore. Lo so, bisogna studiare. Il mondo dello spettacolo lo sento molto vicino a me, l’ho sempre sognato”.

Yuri pennisi, come mai non hai mai un canale Youtube?

“In realtà ho un canale Youtube: ho 0 video e 8mila iscritti (ride, ndr). Sto aspettando l’estate… e poi si capirà il perché di questa inattività. Non è casuale”.

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