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Wando pubblica Essere donna che fatica: ecco di cosa parla il suo primo libro

Wando libro
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Wando si conferma uno dei creator più eclettici d’Italia: Simone Vandelli, che solo sei mesi fa ha inciso una canzone, ieri ha annunciato l’uscita della sua prima opera letteraria, Essere donna che fatica. Il libro, disponibile dal 27 ottobre in tutte le librerie e già preordinabile su Amazon, nasce dai sui tre anni di esperienza sui social, come donna dalla parrucca rosa. In una storia IG racconta:

Ho messo la parrucca per tre anni. Ho preso insulti. Mi hanno chiamato gay, ritardato, mongolo. Ma il mio obiettivo era farvi ridere. Essere un ragazzo con una parrucca non è semplice, ma dopo tre anni che faccio la donna, per gioco, qualcosa penso di aver capito realmente di voi. Vi ho dato consigli, mi avete aperto il vostro cuore. Abbiamo parlato di ragazzi, di casi umani, di ex. I miei pensieri li ho tramutati in parole scritte. Sarebbe fantastico se potessero essere indelebili nelle vostre vite come un pezzo di me. Per ricordarvi che siete fantastiche così. Posso dire con certezza che sono la vostra migliore amica. Vi voglio bene.

Su Instagram il creator ha ringraziato i suoi follower per averlo sempre sostenuto:

Grazie a voi.
Voi che avete permesso tutto questo. Senza il vostro supporto nulla sarebbe stato possibile e non sarei qui dove sono.
Mi avete accompagnato come donna e amica per anni, e ora finalmente tutti i miei consigli sono indelebili su carta. Per voi. Per noi.
Grazie a chi lo prenderà e lo farà suo, io non vedo l’ora di vedervi dal vivo e ringraziarvi uno ad uno. Ci vediamo presto.

Essere donna che fatica di cosa parla?

Il libro (edito da Mondadori Electa, in vendita a 15,9€ con copertina flessibile) racconta in 144 pagine un universo di casi umani che le donne dovrebbero imparare a riconoscere subito:

“Ogni giorno, anche io devo prepararmi a combattere contro casi umani di tutti i tipi. I più diffusi sono quelli che ci provano spudoratamente pensando di avere un fascino alla Di Caprio ai tempi di Titanic, quando poi in realtà assomigliano più all’iceberg. Con questi devo ricorrere a strategie speciali perché capiscano da subito che non ci sono chance.” “… I casi umani sono come le formiche: se ne vedi una, stai pur tranquilla che da lì a pochi centimetri c’è l’intero formicaio. Se ne stanno ad aspettarti pazientemente in coda, come se avessero trovato una zuccheriera aperta. Costanti e molesti come la goccia d’acqua che perde dal lavandino del bagno.” Ecco come riconoscerli (e neutralizzarli) senza sprecare tempo ed energie.

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