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Vilma D’Addario: “Essere ‘quella del Collegio’ mi mortifica”: lo sfogo

Nell’ultimo periodo, gli ex-partecipanti del Collegio sono tornati ad essere al centro dell’attenzione. Pochi giorni fa Martina Brondin ha abbandonato i social, eliminando tutte le informazioni dal suo profilo Instagram. Oggi è il turno di Vilma D’Addario, che ha pubblicato un lungo sfogo nelle sue storie di Instagram.

Dapprima, la giovane influencer ha parlato della sua immagine dopo Il Collegio:

Come ho detto nelle live, qui non mostrerò più la mia vita privata. Avevo chiuso il profilo perché essere “quella del Collegio” e non più Vilma mi mortifica.

Successivamente, Vilma ha dichiarato di voler restare sui social perché vuole approfittare della sua visibilità per esprimere la sua opinione:

Leggo storie di persone che non hanno una voce ogni giorno, io che ho un minimo di visibilità mi sento in dovere di offrire quello che posso.

La storia termina con un appello della ragazza:

Se stai vivendo o sei a conoscenza di una situazione difficile in cui pensi serva parlare, scrivimi in direct e ti aiuterò a fare sentire la tua voce.

Insomma, Vilma ha deciso di utilizzare la sua visibilità per aiutare gli altri. D’altronde, la sua grande sensibilità era nota a tutti già dal suo discorso riguardo i diritti delle donne che aveva tenuto in Collegio. E voi seguite Vilma D’Addario?

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“auguri, oggi è la festa della donna.” sapete qual è il problema? molte ragazze si preoccupano solo di ricevere le mimose. perché 3/4 della popolazione femminile finge di non sapere che la società ci vede solo come incubatrici per generare bambini? perché fingiamo che tutto ciò che abbiamo ci sia concesso? abrogazione del diritto d’onore: 1981. 39 anni fa: fino a 39 anni fa, se tradivi tuo marito e lui ti ammazzava, lo stato lo tutelava in quanto tu, donna, oggetto, accessorio per uomini, avevi ferito il suo orgoglio. nel 1970 venne permesso il divorzio, prima di allora, se eri vittima di violenza domestica dovevi comunque essere la sposa del tuo carnefice. introduzione dell’aborto:1978. qui avrei due parole da spendere, in quanto un personaggio (chiamarlo politico mi disgusta, in quanto per me è un capopopolo nostalgico degli anni 40 che finirà appeso) ha osato contestare un diritto FONDAMENTALE della donna. io HO il diritto di scegliere per la mia vita, e non sono tenuta ad avere un figlio solo perché va contro i vostri ideali. non ci rendiamo conto di quanto il patriarcato sia ancora presente nella nostra società, e chi se ne rende conto deve sentirsi dire “madonna, non è più come una volta! ora non ci sono differenze!” io ho un sogno, che voi stronzi ci vediate davvero come vostri pari. buona festa delle donne a chi è consapevole di essere un essere umano al pari degli uomini.

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