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Valeria Vedovatti ricorda: “Sono arrivata a pesare 34 chili, mi hanno detto che stavo rischiando la vita”

Valeria Vedovatti parla della sua esperienza con l’anoressia, argomento che tratta anche nel suo secondo romanzo, Per rinascere.

Valeria Vedovatti
Valeria Vedovatti

Il 15 giugno è uscito in tutte le librerie Per rinascere, il secondo romanzo di Valeria Vedovatti. Nel libro si parla anche della sua difficile esperienza con l’anoressia, un argomento che ha sempre cercato di evitare di trattare, perché non si sentiva pronta. Qualche settimana fa la creator ha deciso di fare un video su YouTube per affrontare la tematica con i suoi fan prima dell’uscita del libro. Il suo racconto, completamente senza filtri, vissuto con emozione (e lacrime), inizia con un appello:

Sembra che se uno fa un libro lo fa per soldi o perché va di moda o per superficialità. Invece credetemi: questo libro è la cosa più importante che io abbia mai fatto. Voi mi vedete come una persona estroversa e lo sono … ma per quanto riguarda le mie cose personali ho una corazza. Ci sono cose di cui non ho mai parlato con nessuno, nemmeno con il mio ragazzo, con i miei genitori, con la mia famiglia o con i miei amici. E’ come si mi vergognassi.

Dopo l’appello Valeria si concentra sul delicatissimo tema, partendo dall’inizio, da quando nel 2016, nonostante fosse in apparenza una ragazzina perfetta con ottimi voti a scuola e tanti amici, affronta una difficile situazione familiare: i genitori sono in crisi e lei cerca in tutti i modi di trovare una soluzione a qualcosa che non le compete. Non riuscendo a risolvere il problema, decide che deve avere il controllo su qualcosa:

Il controllo l’ho messo sul cibo. Un mostro si è appropriato di me. Non era più Valeria a controllare la sua vita o a pensare. Valeria era “morta”. Non pensavo più, non provavo più emozioni e non volevo stare con le persone. Ero totalmente spenta. Questo mostro era l’anoressia nervosa. Mi sono ammalata verso settembre del 2016 ma non ne ero consapevole. Per me andava tutto bene. Rispondevo sempre “Va tutto bene”, invece non andava tutto bene, perché non vivevo più. Questo mostro mi ha fatto fare pensieri e azioni che non avrei mai fatto prima e che non sono razionali. Ho iniziato a nascondere cibo e a fare cose brutte, perché vivevo per vedere i numeri della bilancia scendere, il mio peso scendere e le mie osse che si facevano sempre più evidenti.

Il racconto coinvolgente di Valeria Vedovatti continua con la descrizione dell’annullamento della sua persona, fino a perdere qualsiasi forza, negando qualsiasi problema sia a parole, che con i fatti (dal partecipare ai campionati di ginnastica al mettersi i felponi per nascondersi):

Ero completamente divorata da quel mostro…. il giorno del compleanno di mia mamma mi hanno portata in ospedale e mi hanno tenuto sotto osservazione. Io continuavo a dire che stavo bene e che volevo uscire. Non ero consapevole. La malattia mi aveva preso talmente tanto la testa che non vedevo il problema. Sono diventata 34 kg e volevo solo scomparire di più. Una notte il mio battito è sceso e ha toccato il limite. Ho rischiato di morire. Mi hanno ricoverata. Sono stata un po’ più di due mesi in isolamento. Non potevo vedere nessuno.

Valeria Vedovatti e la battaglia contro l’anoressia

Valeria Vedovatti non tralascia nessun particolare: rivela di aver tenuto un diario scritto in quei momenti; racconta di come odiasse se stessa a tal punto da pensare al suicidio, ma anche di come sia riuscita ad uscirne grazie alla sua famiglia; descrive la vita quando è uscita dall’ospedale (“Non potevo fare sport perché rischiavo di perdere peso“); spiega che la sua paura più grande è che il mostro torni ad impossessarsi di lei; dice che i social, YouTube in particolare, sono stati la sua ancora di salvezza.

In un’intervista a Huffington Post ha detto:

Quando mi sono ammalata non ero davvero consapevole di cosa stesse accadendo. Rispondevo sempre ‘va tutto bene’. E invece non andava tutto bene: dentro avevo un mostro che generava brutti pensieri, facendomi fare cose non razionali. Una persona non si sveglia alla mattina e improvvisamente decide di non mangiare. L’anoressia è un modo per esprimere il dolore e la confusione che si hanno dentro. Spero che questo libro possa aiutare la gente a comprendere la profondità del disagio, ad andare oltre l’idea che l’anoressia nasca da un semplice capriccio estetico

Il suo racconto è da ascoltare dal primo all’ultimo minuto, per capire che ciò che è capitato a lei può capitare a tutti, nessuno escluso. Perché tutti hanno piccoli o grandi problemi nella vita e, si può essere forti e felici quanto si vuole, ma a volte non basta: senza rendersene conto il mostro (per lei rappresentato dall’anoressia) si impossessa delle vite rendendole ancora più difficili.

[FOTO: YouTube]

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