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TikTok verrà bannato in America? Tutti gli aggiornamenti: il “capo” si dimette, la società denuncia Trump

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Venti giorni fa il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva firmato il decreto che costringeva di fatto ByteDance a vendere TikTok. Cosa è successo nelle ultime tre settimane? Facciamo un breve recap dell’intricata situazione che sta vivendo la app cinese.

E’ di poche ore fa la notizia che il CEO di TikTok Kevin Mayer si è dimesso dopo meno di tre mesi di lavoro. Sulla sua scelta pesa lo scontro con il governo americano. In una lettera scritta mercoledì ai suoi dipendenti dice:

Nelle ultime settimane, dato che la realtà politica è cambiata drasticamente, ho molto riflettuto su ciò che richiederanno i cambiamenti strutturali dell’azienda e cosa comporterà il mio ruolo… in questo contesto, dato che ci sia augura di raggiungere una soluzione al più presto, con il cuore pesante vi comunico che ho deciso di lasciare l’azienda.

Il posto di Mayer sarà preso da Vanessa Pappas: la general manager di TikTok U.S. dovrà fare i conti con due questioni spinose, la possibile vendita dell’azienda e la causa perpetrata contro Trump.

TikTok: la causa contro Trump

Partiamo da quest’ultima. Il 24 agosto l’azienda ha citato in giudizio presso il tribunale federale della California Donald Trump, il segretario al commercio Wilber Ross e il dipartimento del commercio, cercando di far invalidare l’ordine esecutivo del Presidente, perché contrario al Primo Emendamento. L’obiettivo è quello di far dichiarare illegale e incostituzionale la decisione di Trump, così da poter continuare ad esistere anche negli Stati Uniti.

TikTok: i possibili acquirenti

L’alternativa è quella di vendere TikTok ad una società americana entro 90 giorni (deadline metà novembre). Servono tra i 20 e i 50 miliardi di dollari. Sono interessati all’acquisto Microsoft, Twitter e Oracle.

Microsoft, che sta negoziando l’acquisizione delle attività di TikTok anche in Australia, Canada, Regno Unito e Nuova Zelanda, è quella più avanti nelle trattative.

Walmart: nelle ultime ore si parla di una offerta di 30 miliardi congiunta con Microsoft: la catena d’abbigliamento fa sapere che, qualora fosse accettata la proposta, loro otterrebbero un nuovo canale per raggiungere e servire i clienti e far crescere esponenzialmente il proprio mercato.

Twitter è quella che ha più senso strategico (potrebbe mettere in comunicazione le due app), ma Jack Dorsey pare che non abbia sufficiente copertura finanziaria per procedere all’acquisto e ha alle spalle il fallimento Vine, chiuso quattro anni dopo l’acquisizione.

Oracle si è inserita all’ultimo minuto. I soldi ci sono, ma, come dicono gli analisti, l’acquisizione avrebbe poco senso strategico, dato che TikTok non ha niente a che fare con gli altri prodotti venduti dalla società fondata da Larry Ellison (uno dei principali finanziatori di Trump)

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