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“Non dovrebbero scrivere libri”. Il libro della Stardust House fa discutere ma un giornalista famoso li difende!

Il libro della Stardust House è uno dei più letti della ultime settimane, ma la posizione in classifica fa discutere!

Stardust House libro
Stardust House libro

Il 15 febbraio è uscito il libro ufficiale della Stardust House e, nel giro di poco tempo, è entrato nelle prime posizioni della classifica dei libri più venduti. Questo evento ha generato una forte polemica contro gli influencer della House, considerati dai boomer “persone che non sanno fare nulla e che cercano solo di diventare famosi”. Tutto è partito dal giornalista Giuseppe Cruciani, che conduce una delle trasmissioni più ascoltate della radiofonia italiana, “La Zanzara”. Su Instagram ha scittto: “Che roba è? Sono TikToker, si scrive così, rinchiusi in una villa a Monza per divertirsi e guadagnare. Alcuni sono giù star sui social, influencer o come diavolo si dice. Altri lo vogliono diventare. Non abbiamo capito un caz**“.

Alla polemica si è aggiunto il giornalista de Il Fatto Quotidiano Andrea Scanzi, che ha deciso di condividere la sua opinione spezzando una lancia a favore dei componenti della casa.

Sta montando una polemica bizzarra attorno al libro ufficiale della Stardust House edito da Mondadori, che ha subito esordito nelle alte sfere delle classifiche di vendita. C’è sempre questa idea trasversale secondo cui gli “influencer” (parola che vuol dir tutto e niente) siano degli usurpatori a prescindere, quando non sono degli incapaci totali. Tutta gente che “non sa far nulla” e, quindi, “non dovrebbe scrivere libri”.

Mi viene un po’ da ridere. In primo luogo, in un paese dove il 92% dei libri che escono non raggiunge le 1000 copie vendute e il 98% non raggiunge le 2000 copie vendute, chi riesce a vendere – ed entrare in classifica – evidentemente ha doti che altri non hanno. Vuol dire che ha un pubblico.

Scanzi sostiene quindi che se in un Paese dove non si comprano e non si vendono libri se si entra in classifica vuol dire che chi ha scritto quel libro ha un pubblico.

Stardust House, un libro che spiega il fenomeno social

Il giornalista crede però che il libro possa avere un altro ruolo. Quelle pagine potrebbe permettere a chi dal mondo dei social di capire come funziona. Ecco le sue parole:

In secondo luogo, dire che gli influencer “non dovrebbero scrivere libri” è scemo, perché quella realtà esisterebbe comunque anche senza libri. Il discorso andrebbe casomai rovesciato: magari, leggendo quei libri, una persona potrebbe riuscire a comprendere il fenomeno (per poi farsi un’idea, positiva o negativa che sia, con cognizione di causa).

Essendo stato anche a contatto diretto con i membri della casa Scanzi ha voluto rivelare la sua esperienza con i componenti della house. Il giornalista sostiene che parlare con loro lo abbia stimolato e che produrre contenuti con loro lo abbia decisamente divertito.

C’è poi la realtà specifica della Stardust House. Parlo conoscendo la materia: li conosco, ho visitato la casa, ho parlato con i ragazzi che ci vivono, abbiamo fatto un sacco di dirette Twitch insieme. Nessuno dice che il libro sia un’opera letteraria irrinunciabile. E nessuno dice che tutte le ragazze e i ragazzi siano dei talenti puri. Ognuno ha le sue doti, qualcuno sfonderà e altri no. Vorrei però fare una domanda: dov’è il problema? Se degli adolescenti decidono di provare ad avere successo studiando recitazione, canto, dizione eccetera, sfruttando al tempo stesso la loro propensione naturale a usare i social, commettono reato? Essere ambiziosi a 18 anni è una colpa?

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