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Sofia Viscardi: “Views in calo? Venti va avanti anche senza di me”

sofia viscardi

Sofia Viscardi si è raccontata sulle pagine de Il Messaggero, intervistata da Nicolas Lozito per la rubrica “Quelli del web”, dedicata ai talenti della rete. Classe 1998, Sofia Viscardi ha ottenuto grande popolarità su Youtube negli scorsi anni. Due libri di successo, centinaia di migliaia di seguaci, cinema e televisione. All’inizio del 2019, la nascita di un nuovo progetto, “Canale di Venti“, che le permette di indossare i panni dell’intervistatrice e di raccontare la vita degli altri. Che cosa l’ha spinta a cambiare il tipo di contenuti da condividere col proprio pubblico?

Ho finito il liceo e mi sono chiesta che strada imboccare. Non sentivo il bisogno di mantenermi con Youtube, né che diventasse il mio lavoro. Così ho dato vita a un rebranding, perché stavo crescendo e cambiavano i miei problemi. Ho incontrato Irene Graziosi, ora autrice del canale e persona con cui ho un’amicizia folle, che ha 28 anni ed è all’altro estremo dei vent’anni, e abbiamo deciso di raccontare le riflessioni umane che capitano in questa età piena di crisi. Le emozioni, le criticità, le idee diverse, il distacco dalla vita con i genitori, l’università.

Compito complesso quello di fotografare la propria generazione, che Sofia Viscardi ha scelto di portare avanti con costanza e caparbietà, fuggendo dalle etichette che siamo soliti attribuire a chi lavora in rete.

Negli scorsi anni non volevo etichette: youtuber, influencer, creator. Perché chi mi conosce non ne ha bisogno. Ciò che sono supera quello che faccio e la piattaforma che uso per farlo. Chi ha bisogno di definirmi non conosce questo nuovo modo di comunicare.

Nonostante le visualizzazioni dei video del progetto Canale Di Venti siano di gran lunga inferiori rispetto a quelle della Viscardi vlogger, la ragazza si ritiene soddisfatta dei risultati. Meno persone, ma diversissime tra loro. Ottenere su YouTube il confronto intergenerazionale non è un traguardo da tutti:

C’è un altro numero che vorrei si notasse: ci sono dei video dove io non compaio e sono condotti da altre persone del team di Venti, che fanno tante visualizzazioni quanto i video dove ci sono io. Questo è il più grande risultato: portare contenuti non ricreativi che possono slegarsi da me. Da quando Venti è partito, a febbraio, mi sento una persona nuova. Prima raccontavo storie che erano la rappresentazione di me stessa in seconda battuta, una persona pubblica che cresceva solo dopo di me. Ora mi accorgo che riesco a parlare ai miei conteanei, ma anche alle nonne, con più sicurezza e libertà. Non voglio insegnare, né impormi come modello, voglio solo essere capita, essere accessibile, e lasciare delle riflessioni sempre aperte.

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