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Le prof su TikTok rischiano di essere licenziate? Si apre il dibattito: la prof Giorgia smentisce

Prof giorgia
Prof giorgia

Su TikTok ci sono numerosi professori che caricano video sulla scuola e non solo. Molti utenti pensano che il fatto di avere un profilo TikTok possa portare i presidi degli istituti a licenziare gli insegnanti. E’ veramente così? La prof Giorgia ha pubblicato un video che toglie ogni dubbio. Tutto ha inizio da una domanda diretta, anche se mal posta: “Le altre prof/la preside sanno del tuo profilo su TikTok? Ho sentito di molte professoresse che per questo motivo hanno perso il lavoro“. L’insegnante sottolinea come il social in questione sia un social normalissimo:

Partiamo da principio: se si pone la domanda in questo modo: “Le altre professoresse, la preside sanno del tuo profilo su TikTok?”, si fa passare l’immagine di TikTok come quella di un social un po’ particolare. Non è che sono iscritta a OnlyFans o ad un sito di incontri o ad un sito a luci rosse particolare. Sono iscritta ad un social che è utilizzato da tutte le fasce d’età, utilizzato da ragazzi di 16 anni, ma anche da uomini e donne di 80 anni.

Successivamente si sofferma sul fatto che questo genere di domanda venga sempre posta alle professoresse e mai ai professori, come se l’uso potesse essere negato alle sole donne:

Su questo social ci sono tantissimi colleghi e colleghe di età diverse, giovani e meno giovani. Sottolineo colleghi, perché, non so per quale motivo, ma domande del genere, non vengono mai fatte sotto i video dei colleghi uomini. Questa cosa mi spiace, perché, per quale motivo una professoressa donna che utilizza TikTok dovrebbe incorrere in un eventuale licenziamento, mentre la controparte maschile non dovrebbe essere in nessun modo coinvolta in meccanismi di questo genere? Questa cosa non mi piace. Teoricamente, se rischio io il licenziamento stando su TikTok, dovrebbe allo stesso modo rischiarlo un professore, giovane o anziano che sia. La domanda dovreste porla per correttezza anche alla controparte maschile.

Per entrare più nello specifico, poi, la Prof Giorgia, spiega che l’ambiente lavorativo non può intromettersi nella vita privata delle persone:

Quando arrivo a scuola e firmo il contratto, non è che c’è una clausola che mi chiede informazioni circa il mio utilizzo o meno di social. Questa è una cosa che riguarda la mia vita privata, quindi la scuola, per quanto ambiente lavorativo, non è che può in qualche modo interessarsi in maniera approfondita circa le mie abitudini nella vita privata. L’intromissione nell’ambiente lavorativo nella vita privata di un qualsiasi professionista, non avviene così, per motivazioni futili come l’utilizzo di TikTok. O per la creazione di video ironici a sfondo culturale o a sfondo provocatorio riguardo le ingiustizie che avvengono all’interno del mondo scolastico italiano. Non è questo che può suscitare un licenziamento.

Il licenziamento di cui si sta facendo menzione, è avvenuto per ben altre motivazioni. Ovvero la diffusione sulla rete di scatti e video a luci rosse. Quindi non mi mettete in relazione a persone di questo genere. Io non c’entro nulla con questi contenuti.

Quindi, grazie alla prof Giorgia, possiamo dire che nessun professore rischia il posto, perché presente su TikTok: le eventuali sanzioni non dipendono dall’uso del social specifico, ma da cosa si condivide, come ad esempio materiale pornografico. Cosa che, ricordiamo, è vietato su TikTok a tutti, non solo agli insegnanti.

[FOTO: TikTok]

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