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Pow3r racconta la sua esperienza (tragica) in università: ‘Volevo una vita normale ma…’

Pow3r - streamer twitch più seguito d'Italia
Pow3r - streamer twitch più seguito d'Italia

Oggi Pow3r, al secolo Giorgio Calandrelli, è uno dei gamer più famosi d’Italia. Senz’altro è il più seguito su Twitch. Ma prima di raggiungere il successo, chi era e cosa faceva? Giorgio ha sempre avuto la passione per i videogiochi e ha sempre sognato di sfondare in questo settore. Fino al 2016 ha lavorato in un’azienza. Ma attorno ai vent’anni, quando ancora non aveva costruito nulla di solido, ha pure tentato di percorrere la strada universitaria. Solo che la sua esperienza negli Atenei non è troppo esaltante. Ospite del Cerbero Podcast, ecco cosa ha raccontato:

“Andando avanti con gli anni, cominciava a svilupparsi in me l’idea di voler fare una vita normale. Volevo accontonare il gaming e sono andato a studiare all’Università per tre anni. Ho cominciato con ingegneria energetica alla Sapienza. La facoltà era a numero chiuso, sono entrato e sono andato a seguire le prime lezioni. Ma lì mi sono reso conto di quanto facesse schifo l’istruzione pubblica, perlomeno per quanto riguarda ingegneria alla Sapienza. Era uno schifo. Non dimenticherò mai la scena di entrare ad “analisi”: vado, arrivo cinque minuti prima ed era tutto pieno con la gente seduta sugli scalini. Come potevo studiare e imparare qualcosa? Infatti dopo sei mesi decisi di mollare e di prendermi un anno sabbatico”.

L’esperienza di Pow3r con l’università

Dopo un anno sabbatico, Pow3r ci ha riprovato. Con un’altra università e un altro corso di laurea. Ma non è andata meglio:

“Ho cercato qualcosa di meglio. Mio padre faceva il geometra, come mio nonno. Così sono andato a studiare in un’università privata molto famosa a Roma. Mi sono ritrovato in mezzo ai figli di papà, io che venivo da Ostia. E’ stata una delle cose più grevi del mondo. Mi sono impegnato un botto per essere in linea con gli esami , ma ogni tanto mi capitava di dovermi assentare per i mondiali di Call of Duty o per altre qualificazioni. I professori non mi vedevano di buon occhio. E’ stato tragico. Poi i miei compagni avevano scoperto quello che facevo. Mi perculavano. Litigate, botte, cose, fuori di testa. Sono arrivato a un certo punto, quando mi mancavano tre esami alla fine, che ho deciso di mollare (…) Capii che non era il mondo che piaceva a me. C’erano molti favoritismi. Ho capito di voler far altro nella vita. Ho cercato di crearmi una strada nel mondo dei videogiochi. Non avevo niente all’epoca: non avevo un salario da una squadra e guadagnavo solo 80-90 euro da Youtube. Ho cercato di fare qualcosa di figo da solo”.

Beh, diciamo che il buon caro Pow3r ci ha visto lungo. Ma non a tutti va bene.

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