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Intervista esclusiva ai P.I.T. (Paranormal Investigation Team): ‘Ecco come rispondiamo a chi ci critica’

Youtubers e ‘cercatori di fantasmi’. Paolo Dematteis e Debora Bedino, 33 e 32 anni, originari di Cuneo, sono i fondatori del P.I.T. (Paranormal Investigation Team). Attraverso le loro indagini, sempre riprese con un attrezzatura di primo livello, sono sempre a caccia di emozioni, di ‘belle emozioni’. Noi li abbiamo intervistati: ecco cosa ci hanno raccontato!

Come avete passato la quarantena?

È stata dura. Ma per fortuna adesso possiamo tornare a girare i nostri video all’aperto.

Come passate le vostre giornate?

Il 60% della giornata è occupato dal montaggio e soprattutto dall’analisi del materiale che raccogliamo durante le nostre indagini. Dobbiamo comprimere più che possiamo i nostri lunghi video, ma la nostra professionalità piace, lo spettatore si immerge nell’esperienza.

I vostri video trattano del paranormale. Come vi è venuta l’idea di iniziare a fare video incentrati su questo tema?

Io ho studiato cinema a Los Angeles”, ci dice Paolo. “Questa passione si affiancava a quella per l’horror, per le leggende… e per coniugare questi due interessi quale modo migliore se non iniziare a girare su questi temi? Così ho creato il mio primo documentario per Mistero, su Italia 1… e da lì è iniziato tutto!

Non provate terrore delle ripercussioni che alcuni rituali, messe nere o altro, potrebbero arrecarvi?

Il segreto sta nel non crederci al 100%. Sono dei modi per sperimentare dei contatti. Sono dei veri e propri esperimenti. In tanti anni non abbiamo mai avuto un’esperienza negativa, anzi, abbiamo imparato tanto durante queste indagini. Abbiamo avuto l’occasione di riflettere su temi del quotidiano, che però in quelle occasioni venivano visti sotto un’altro punto di vista. Ci hanno insegnato tanto…

Qual è stata tra tutte l’esperienza che vi ha lasciato a bocca aperta?

“Sicuramente l’indagine presso il manicomio di Volterra”, dice Debby. “Sono stata chiusa tutta sola in una cella dove prima rinchiudevano i pazienti. Ho sentito dei versi spaventosi, solo a ripensarci mi vengono i brividi”. “L’indagine nella Foresta Nera in Germania”, aggiunge Paolo. “Mentre stavo lì non ero terrorizzato, era come se mi trovassi in un’altra dimensione. La spiacevole sorpresa è arrivata poi quando abbiamo riguardato le immagini di quella notte…

Avete mai pensato di abbandonare il paranormale e fare video su altri argomenti?

No, è la nostra passione. È come uno sport estremo, nel momento in cui lo fai hai paura, ma poi c’è l’adrenalina che, quando finisci, ti fa dire: ne voglio ancora!

Come rispondete alle critiche di chi vi accusa dicendo che ciò che accade nei vostri video non è sempre spontaneo, ma organizzato?

Partiamo da un presupposto: con i nostri video non vogliamo convincere nessuno dell’esistenza dei fantasmi. Siamo su Youtube per intrattenere, per far passare allo spettatore quei 15 minuti di svago. Ci concentriamo sul regalare emozioni attraverso le nostre storie. Non vogliamo che le persone discutano sul fatto che i nostri video siano reali o organizzati, vogliamo che si concentrino sulle emozioni che il video regala.

Quali sono i lati positivi e quelli negativi del successo sul web?

Tra i lati positivi sicuramente l’affetto delle persone, di quelli che ti fanno sentire importante senza averti mai conosciuto. Ovviamente però c’è da dire che leggendo i commenti, notiamo che come ci sono quelli che ci fanno sentire bene, ci sono anche quelli che invece hanno l’effetto contrario…

Avete mai pensato di abbandonare Youtube a causa di questi commenti?

Io si”, dice Debby. “Non mi vergogno di dirlo. A volte si viene descritti come ciò che che in realtà non si è, e questo non fa affatto piacere. A volte vengono toccati tasti dolenti della vita di ognuno di noi, questo ci rende più fragili. Ma poi ho pensato a tutte quelle persone che ci vogliono bene, e mi è venuta la forza di non mollare.

Questo è accaduto agli inizi della vostra carriera oppure quando già avevate una fanbase stabile?

Con un po’ più di esperienza poi ci sono rimasta meno male. All’inizio è stata più pesante, dovevo abituarmici.

Vi siete mai pentiti di aver condiviso troppo della vostra vita privata? Avete mai subito delle violazioni di privacy?

Non ci siamo mai pentiti di aver condiviso qualcosa di troppo, cerchiamo di essere molto trasparenti e i fan apprezzano molto questo nostro lato. Rifarei tutto, errori compresi. Ti insegnano anche a crescere.

C’è qualcosa che non sappiamo su di voi? Una curiosità, qualcosa che su Youtube non raccontate spesso…

Sicuramente non ci capita spesso di mostrare le nostre debolezze. Non condividiamo quelli che sono i nostri momenti di sconforto, i nostri momenti più tristi. Ad esempio non avevamo mai parlato del pensiero da parte di Debby di voler abbandonare tutto…

Una delle collaborazioni più importanti del vostro canale è sicuramente quella con Gianmarco Zagato (altre come Matt&Bise, Sespo e Rosalba…). Siete sempre andati d’accordo durante il processo creativo o talvolta vi siete scontrati per delle incongruenze fra di voi?

Abbiamo sempre cercato di instaurare un rapporto quasi di famiglia con gli altri creators durante le collaborazioni. Non ci sono mai stati scontri tra di noi, c’è sempre stato un rapporto di rispetto reciproco per il lavoro di ognuno. Nell’organizzazione ognuno si prende il proprio spazio, siamo colleghi davanti le telecamere, ma a telecamere spente restiamo comunque amici. A Gianmarco (Zagato) dobbiamo tanto, si è fidato di noi fin dall’inizio, abbiamo collaborato spesso insieme ed ogni volta è stato bello come se fosse la prima.

Avete in mente nuove collaborazioni? Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo in serbo un grosso progetto proprio con Gianmarco e questa volta non sarà una toccata e fuga. Sarà una cosa più duratura. Per quanto riguarda i nostri progetti abbiamo in mente di proseguire con l’idea del libro”, dice Debby, “per me che sono un’appassionata di scrittura, è come un sogno che diventa realtà… non posso lasciar stare!

Dunque, cosa vi aspettate dal futuro?

Beh, speriamo che magari un giorno potremo approdare su grandi piattaforme come Netflix e portare le nostre storie sul grande schermo, sarebbe un sogno!

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