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Un’utente diventa virale perché ha la n-word nel cognome (e quindi nel nickname di TikTok)

n-word cognome
n-word cognome

Può un cognome creare polemica su TikTok? Incredibilmente la risposta è sì, se il cognome in questione è Negro e l’utente l’ha tradotto in inglese per creare il proprio nickname. La storia che vi raccontiamo oggi è quella di Simona Negro, accusata di aver utilizzato la N-Word per il suo nick, laniggabionda. La ragazza, dopo aver ricevuto una marea di critiche, ha provato a spiegare la situazione con un video pubblicato sul suo profilo:

In molti mi state chiedendo il motivo del mio nome utente. Io di cognome faccio Negro. Spero che non mi cancellino il video, perché questo è il mio cognome … infatti una volta, quando mio padre era giovane, ha rischiato di fare a botte fuori dalla discoteca per il suo cognome..

@laniggabionda

Rispondi a @s.a.r.a_02_ solo io ho il cognome strano? ahahah

♬ suono originale – Simona Negro

Cosa avrebbe fatto di male Simona? Chi l’accusa dice che non si doveva permettere di tradurlo in inglese perché è un insulto:

Il problema è che il nome utente lo hai tradotto nella n word che non puoi usare, non puoi trasformarlo in aggettivo… soprattutto: se sai cosa c’è dietro la n-word, eviti di usarla in qualsiasi situazione dove si possa creare il doppio senso. Lei nello user lo rende aggettivo.

Non capisco il motivo per cui debba tradurre il tuo cognome in un termine della comunità nera di cui tu non fai parte e su cui si continua a dibattere.

E ancora:

Quello che hai scritto nel nome utente non è la traduzione diretta del tuo cognome. Quella parola è stata creata in senso dispregiativo.

Chi la difende fa notare che:

Lei non lo usa come aggettivo, lo usa come cognome, ma in inglese.

A sostenere Chiara c’è anche una ragazza nera:

Da nera ti dico, il tuo nome utente spacca.

C’è chi prova a fare ironia:

D’ora in poi sarai Simona N-Word

Chiara stessa, per stemperare la tensione, scrive:

Allora adesso cambio il cognome in “Simona di colore”

Alla discussione pare che non ci sia fine. Il problema è che si perde il senso della discussione stessa. La N-Word non va mai usata, ma come ricorda l’Accademia della Crusca, massima autorità italiana a livello linguistico bisogna evitare in ogni caso posizioni censorie e isteriche:

Certo, sarebbe bene – come sempre, in fatto di lingua – non prescindere dai contesti, dalle intenzioni del parlante, o dai tratti sovrasegmentali (come l’intonazione). Ed evitare, in ogni caso, tentazioni censorie o posizioni isteriche (come quella di quel tale che un giorno – il racconto è autentico – in piscina sentì un ragazzino che urlava «negro, negro», gli si avvicinò indignato per rimproverarlo, e si sentì rispondere: «ma sto chiamando il mio amico: si chiama Negro di cognome»). Tuttavia, negro resta indubbiamente un termine problematico: occorre tenerne conto.

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