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Avere sedici anni e soffrire della Sindrome di Tourette: Michelle Accardo parla della malattia su Instagram

Michelle Accardo su Instagram e TikTok cerca di sensibilizzare sul delicato tema della Sindrome di Tourette.

Michelle Accardo
Michelle Accardo

I social non sono solo luogo di svago e di intrattenimento, ma anche di condivisione di esperienze e di storie, che possono aiutare a sensibilizzare i ragazzi su tematiche importanti e a far chiarezza su ciò che non si conosce. Perché ciò che non si conosce può far paura e la paura alimenta la discriminazione. Per questo torniamo ad occuparci della Sindrome di Tourette, la malattia neuropsichiatrica di cui vi avevamo parlato raccontandovi le storie di Trippy Hippie, Claudio D’Amico e Sabrina Marchetti. Oggi lo facciamo grazie a Michelle Accardo, una sedicenne torinese appassionata di makeup, che soffre di questa sindrome e che, attraverso i social, sta cercando in tutti i modi di rendere l’argomento accessibile a tutti.

Michelle sul suo profilo Instagram ha una cartella su dedicata esclusivamente alla malattia. Il suo racconto parte dalla definizione di Tourette e dalla sua esperienza personale:

E’ una malattia, non è un capriccio. La sindrome di Tourette è una malattia neuropsichiatrica che inizia a manifestarsi dall’infanzia, ma che da adulti non scompare, persiste… è una malattia rara. Non se ne parla mai. A me l’hanno diagnosticata in prima elementare. Con questa malattia ci nasci e te la diagnosticano poi, quando è evidente. Inizialmente si confonde con l’autismo, ma non lo è. Non esistono farmaci e cure, perché non è una malattia conosciuta.

La ragazza sfata il mito che la Tourette si possa controllare e dà dei consigli su come comportarsi di fronte a chi ne soffre:

Al massimo puoi prenderti dei calmanti, ma non puoi controllare quei movimenti, perché sono una forma di sfogo che la malattia ti fa fare. Se conoscete qualcuno che ne soffre, non rompetele le scatole, lasciatela sfogare e non provate a controllare i movimenti perché fate solo peggio: più dite, più si agitano. Più dite, più fate notare questa malattia e più si agitano, più gli fate notare che si stanno muovendo, più continuano a farlo. Dovete portare rispetto per qualcosa di cui non avete la minima idea di cosa sia. Se volete aiutarle passate un po’ di tempo con loro, fate ascoltare la musica che li tranquillizza, portatele a fare una passeggiata par svagarsi.

Michella Accardo conclude momentaneamente il suo discorso invitando tutti a non fare l’errore di associare la persona alla malattia: “Lei o lui non sono la malattia. La malattia è una cosa, la persona è un’altra“. Ascoltatela.

[FOTO: TikTok]

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