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Scontro per un TikTok di Michele Merlo. Daniele Davì commenta, il cantante ribatte: “Ipocrita”

Michele Merlo Daniele Davi
Michele Merlo Daniele Davi

Volano coltelli tra Michele Merlo e Daniele Davì. Tutto nasce da un TikTok che il primo definisce “ironico” e il secondo critica perché: “E’ ironia uscita male”. Andiamo con ordine e ricostruiamo la vicenda.

Michele Merlo ieri ha pubblicato un TikTok in cui racconta come potrebbe essere fare i genitori nel 2070, senza più essere mamma e papà, ma genitore uno e genitore due di sesso non specificato, con i figli che invece di obbedire all’autorità genitoriale possono acconsentire alle richieste o rifiutare e che, per vendicarsi, pubblicano gli errori dei genitori su Twitter.

Michele oggi ha condiviso il disappunto sul commento di Daniele Davì:

Ciao ragazzi, ieri ho fatto un video molto ironico e sono stato preso di mira da tutti quelli che fanno parte del politically correct. Tra i tantissimi che hanno commentato c’è anche Daniele Davì che ha scritto questo commento privo di senso (“Se è ironia ti è uscita proprio male, mi spiace”), perché non capisce l’ironia video, ma soprattutto perché Daniele Davì è un grande ipocrita.

Successivamente Michele ha mostrato un TikTok in cui Daniele scherza sui problemi mentali (“Mi hanno buttato gli psicofarmaci, così ne sono uscito GEMELLI“) e ha aggiunto:

Allora Daniele, io sono un ragazzo molto ironico, ma se c’è una cosa che non tollero è l’ipocrisia. Se tu attacchi un mio TikTok e poi ti permetti di ironizzare su un tema serio come la malattia mentale e la psichiatria, sei un ragazzo molto ipocrita. D’altronde sono malattie per le quali famiglie si dividono, gente si suicida e amicizie si spezzano. Quindi, se ti permetti di ironizzare su un tema così delicato, dovrai accettare anche la mia di ironia. Oppure è meglio starsene zitti. No?

Daniele ha replicato:

Amici, voi sapete che il mondo del web mi piace tantissimo. E’ il mio angolino in cui dico e faccio sempre quello che penso. Spero di dire la cosa giusta e di far presente anche delle cose che non mi stanno bene. Porto avanti le mie personalissime battaglie. Se io sul web vedo dei contenuti che non mi piacciono e che non mi riguardano, che potrebbero offendere la sensibilità di qualcuno lo faccio presente in maniera educata e civile.

In queste ultime 24 ore mi è apparso su TikTok un video che non mi è piaciuto particolarmente e l’ho commentato, come l’hanno commentato altre ennemila persone. Stamattina mi sono trovato taggato. Io non voglio fare drama, non mi interessa. Non ho mai fatto male a nessuno.

L’unica cosa che posso fare, perché sul web voglio solo portare leggerezza, è esporvi il mio personalissimo e umilissimo pensiero su cosa sia l’ironia. Nelle mie lezioni umilissime lezioni di recitazione che ho preso i miei insegnanti mi hanno detto che è molto più facile far piangere una persona piuttosto che farla ridere. C’è una sottile differenza che separa l’ironia dalla presa in giro e la mancanza di rispetto…

Come faccio a non superare questa linea? Forse sono troppo ansiogeno io, però la domanda che mi pongo sempre è: “Potrei urtare la sensibilità di qualcuno postando questo contenuto?”. Per fare dell’ironia bisogna sempre pensare al momento in cui si sta facendo, all’argomento che si sta trattando e a come le persone si comportano nei confronti di questo argomento.

Secondo me il tema che ha trattato dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale è stato trattato in maniera fraintendibile e il messaggio lanciato era molto fraintendibile e dare il messaggio diametralmente opposto. Infatti nei commenti non si capisce. Io non mi permettere mai di fare dell’ironia su un argomento del genere che è troppo attuale … è ovvio che se le persone si trovano dell’ironia fraintendibile su qualcosa che fa tuttora male e su cui tuttora ci sono delle battaglie, direi che è il minimo che ci siano delle persone che ti facciano presente “guarda che non fa ridere, a me quella cosa fa male”.

Un discorso a parte invece è per l’autoironia. L’autoironia è sempre apprezzata, nel senso che se io ho passato una passata cosa e le persone lo sanno e io ci scherzo su, tutta quella serie di persone che ci sono passati, rideranno e si sentiranno comprese e capite. Il prodotto che ottengo è diverso, è l’inclusività.

Daniele Davì invita ad evitare drammi:

L’ironia deve essere pensata e avere un senso … in conclusione: quando c’è qualcosa che non vi piace vi invito a farmelo notare senza drammi pubblici, perché non servono a niente.

Riguardo la critica mossagli da Michele sul suo video che ironizzava sulla sanità mentale, il tiktoker rivela che era autoironico, perché riguarda la sua storia. Ciò nonostante, ha deciso di rimuoverlo:

Un mio video è stato criticato per lo stesso identico motivo: perché fraintendibile. Apprezzo, proprio perché ripeto sono umano e posso sbagliare anche io. Infatti l’ho rimosso per rispetto di tutti, ma:

1) l’ultima domanda come ho già detto me la pongo sempre, quindi non mi permetterei di ironizzare su un tema delicato quale quello della sanità mentale se non mi riguardasse! Non ne parlo, ma ciò non vuol dire che non sia un tema che mi riguardi, e forse è stato proprio questo il mio errore! Non era chiaro fosse autoironico.

2) Non avendo ricevuto nessuna critica prima di oggi il video per me era okay. Infatti non capisco perché farmi notare questo errore proprio ora! Perché non farlo due settimane fa quando è uscito? Si sta cercando di spostare l’attenzione? O si vuole fare semplice drama? Ho finito, penso di avere detto tutto.

[FOTO: INSTAGRAM DANIELE e INSTAGRAM MICHELE]

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