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Intervista a Mattiz: ‘Sì, ho tre canali e dimostrerò a tutti che è una cosa che si può fare’

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Mattiz, al secolo Mattia Stagni, da qualche settimana ha superato un milione di iscritti al suo canale YouTube. Il giovanissimo gamer ha anche un canale condiviso con la sua ragazza, Ninna, e da poco ha un terzo canale dove parla della sua vita. Webboh ha deciso di contattarlo per farsi raccontare la sua vita, le sue passioni, le sue esperienze da youtuber e i suoi progetti futuri. Ecco cosa ha raccontato.

Ciao Mattiz. Iniziamo parlando del piccolo grande traguardo che hai raggiunto: 1 milione di iscritti su YouTube…

Dopo i centomila iscritti, che è stato uno dei più grandi traguardi che ho raggiunto con il mio canale, quello di un milione è stata un’emozione ancora più grande, perché comunque faccio video da circa tre anni in modo abbastanza serio, soprattutto nell’ultimo periodo. Vedere che tutto il lavoro che ho fatto è arrivato a così tante persone, mi ha dato una grande soddisfazione.

Hai iniziato nel 2016 quando eri piccolino…

Sono partito da piccolino, perché mi piaceva guardare i video su YouTube. Guardavo così tanti video che ho detto: “Prima o poi inizierò anche io”. Non ho voluto perdere tempo e nel 2016 sono subito partito. Inizialmente in un modo un po’ arrangiato, piano piano mi sono impegnato sempre di più.

I tuoi miti chi erano?

Al tempo erano soprattutto St3pny, Anima e i Mates in generale. Mi ispiravo a loro.

Hai avuto contatti con loro nel tempo?

Sì, ho avuto la fortuna di conoscerli al Games Week di Milano. Ho avuto modo di scambiare una breve chiacchierata con loro.

Parlando della tua passione per i videogiochi, che è il tema centrale del tuo canale: com’è nata? Cosa rappresentano per te i videogame?

Io sono praticamente nato con i videogiochi, semplicemente perché mio papà, quando avevo cinque anni, ha comprato la Playstation. Mi mettevo a guardarlo, mentre giocava a Gran Turismo. Passava proprio le serate e io mi divertivo, seduto lì, a guardarlo. Mi ha influenzato così tanto che ho iniziato pure io a prendere il joystick in mano e piano piano mi sono appassionato anch’io. Poi ho sempre avuto amici appassionati ai videogiochi, tanto che i primi video che ho fatto non erano sul mio canale, ma su un canale creato con degli amici. Giocavamo e ci riprendevamo. Purtroppo questo canale adesso è difficile trovarlo. Diciamo che, comunque, i videogiochi sono state una parte fondamentale della mia vita sin dall’inizio.

Con questi amici sei ancora in contatto?

Sono molto soddisfatto di dirti che con due di loro al momento ci lavoro: collaborano con il canale, mi aiutano nella gestione e nel montaggio dei video. Abbiamo formato una bella squadra che si dà da fare.

Sei giovanissimo, sei un classe 2001, ma per te è un lavoro a tempo pieno…

Al momento è diventato un vero e proprio lavoro. La difficoltà più grande è stato quest’anno che devo fare gli esami di maturità e allo stesso tempo devo lavorare. Mi sto impegnando molto.

Giochi a tanti videogiochi, in particolare su Fortnite. E’ la tua passione più grande del momento?

Esattamente: Fortnite è il gioco con cui sono esploso. Pensa che il primo che ho fatto su Fortnite avevo cinquanta-sessantamila iscritti. Era: “Gioco al videogioco del momento”. In questo video dicevo: “Come fa questo videogioco ad essere così conosciuto? Sono curioso”. Lo prendevo un po’ in giro ironicamente. Poi è successo che anche i miei amici ci giocavano e mi sono detto: “Va bene, vediamo se riesco a tirarci fuori qualcosa”. Notavo che ogni giorno mi divertivo sempre di più. E’ stato diverso rispetto agli altri giochi: mi prendeva al 100% e poi ero così appassionato che ho iniziato a fare delle sfide nel videogioco e caricavo i video su YouTube. A quanto pare alle persone è piaciuto tantissimo. Era una cosa innovativa, originale e, soprattutto, divertente.

Hai intenzione di sperimentarne altri? Adesso, per esempio, c’è Valorant che sta andando forte…

In questo momento sul mio canale faccio anche Brawl Stars che è un gioco per cellulare. Il gioco principale è Fortnite, ma due volte a settimana carico i video di Brawl Stars, perché ci gioco al cellulare ed è quello che mi piace di più. Non ti nascondo che sono molto curioso di provare nuovi videogiochi che mi diano la possibilità di registrarmi e di creare challenge e sfide nuove.

Fortnite nei mesi scorsi era stato un po’ criticato per il fatto che Epic Games non pubblicasse molti aggiornamenti. Tu cosa ne pensi?

A giugno uscirà la nuova season. Detto ciò credo che le persone facciano bene a lamentarsi. Ti spiego: Fortnite è stato un gioco molto particolare rispetto agli altri, perché, per un periodo, ogni settimana aggiungeva qualcosa di nuovo, dando al giocatore la voglia di ritornare per provare le nuove armi, nuove città e nuove zone. Nell’ultimo periodo ha deciso di prendersi molto più tempo tra un aggiornamento e l’altro. Ad esempio, per fare uscire una stagione nuova, ci hanno messo quattro mesi al posto di due. Capisco il punto di vista delle persone che l’hanno criticato per questo. Io, però, sono molto soddisfatto del percorso che sta facendo Fortnite, perché, dopo aver fatto un po’ di casino in un periodo quando aggiungeva cose su cose che non sono piaciute, ora si è ripreso alla grande, dedicandoci più tempo per apportare novità al gioco. Secondo me ne vale la pena e sono disposto ad aspettare.

Passerai mai a Twitch?

Durante la quarantena ha preso una grande fetta di pubblico che segue dirette e video. Io purtroppo abito in una casa in cui la connessione non è delle migliori. Questo mi blocca tanto con le live, perché non potrei farle con la qualità che voglio. Però, non ti nascondo, che non mi dispiace tantissimo, perché amo fare i video. Dopo la registrazione c’è un montaggio da fare e posso curare la creazione dei video nei dettagli, posso scegliere cosa mettere. Tutte queste cose insieme, dal punto di vista “artistico”, mi attraggono molto di più rispetto alle dirette.

Hai mai pensato di diventare un proplayer e giocarci a livello professionistico?

Quando ero più piccolo sì. Mi concentravo e ci giocavo nella speranza di diventare magari uno dei giocatori più forti nel gioco che mi piaceva di più. Col passare del tempo il mio gusto è completamente cambiato. Ora il mio obiettivo è trovare qualsiasi modo per intrattenere e far divertire più gente possibile che mi guarda. Punto zero sulla mia bravura e tutto su quanto sono capace nell’intrattenere quando gioco.

Anche il canale Ninna e Matti sta andando da Dio. Siete una coppia ormai consolidata. Quali sono gli obiettivi del canale?

La mia paura iniziale era quella di non riuscire a fare tutto, cioè video sul mio canale e video sul nostro. Però sono una persona che o dà tutto o non lo fa. Ci ho voluto provare. Abbiamo avuto grossissimi risultati. Anche lei è molto appassionata. Ogni giorno pensiamo a delle idee. In un anno abbiamo raggiunto quasi cinquecentomila iscritti.

Ho visto anche il video della sorpresa all’ospedale. E’ stato emozionante?

E’ stato molto emozionate. Abbiamo ricevuto questo messaggio della bambina e appena abbiamo avuto tempo siamo subito partiti e abbiamo fatto questa bella sorpresa. Oltre a alla bambina che ci ha scritto c’erano anche molti altri bambini che ci conoscevano. E’ stata una bella giornata.

Da quanto stai insieme a Ninna e come vi siete conosciuti? Quando avete deciso di fare i video insieme?

Stiamo insieme da un anno e qualche mese. Ci siamo messi insieme e dopo tre o quattro mesi abbiamo deciso di aprire il canale nuovo. Questo perché lei è comparsa diverse volte nei video di Mattiz. Le facevo fare delle sfide per far divertire il pubblico, perché lei non è capace a giocare. Abbiamo riscontrato dei risultati giganteschi. Le persone nei commenti volevano in modo costante dei video di coppia. Ci siamo detti: “Proviamoci, apriamo il nostro canale e vediamo cosa riusciamo a combinare”. Il nostro canale non tratta di videogiochi. Facciamo sfide in casa, vita di coppia e cose del genere. Siamo molto soddisfatti della scelta.

In questo caso i Me contro te sono un riferimento?

Per noi rappresentano una grande fonte di ispirazione. Secondo noi sono i migliori in questo genere di video. E’ fondamentale per noi imparare da loro. Guardiamo spesso i loro video. Hanno una qualità che, a mio parere, è la qualità migliore di questa tipologia di video. Non possiamo fare altro che ispirarci a loro, imparare e sperare magari un giorno di conoscerli e organizzare qualcosa insieme.

Penso che sia rischioso avere una relazione che ha anche un lavoro di mezzo. Vi siete mai posti il problema di cosa possa succedere in futuro, sempre facendo tutti gli scongiuri del caso?

Ci ho pensato spesso. Prima di fare questa scelta ne abbiamo parlato per bene. Siamo stati al 100% convinti e siamo partiti. In futuro non so cosa succederà. Però, se non avessimo iniziato, tutti questi risultati che abbiamo avuto sarebbero mancati su YouTube. Sono sicuro che molte persone passano una parte del loro tempo a guardarci e ciò vuol dire che abbiamo già ottenuto un ottimo risultato. Le cose stanno andando bene. Al momento non ci poniamo problemi su questo argomento.

Com’è la tua vita fuori da YouTube?

Frequento il tecnico grafico e comunicazione. Possiamo dire che si avvicina un po’ a ciò che faccio. Per il resto faccio cose normali: mi piace uscire, stare con gli amici, fare viaggi con la mia ragazza – infatti non vediamo l’ora che si possa tornare a viaggiare, perché l’ultimo viaggio l’abbiamo fatto a Istanbul a dicembre e stavamo già pensando al prossimo, ma ci siamo dovuti fermare.

Progetti per il futuro?

Per il futuro io mi vedo per un bel po’ di tempo su YouTube. Non ti nascondo che sono una persona molto ambiziosa e mi piacerebbe diventare un punto di riferimento di YouTube gaming e anche per i video di coppia con Ninna e Matti. E’ un obiettivo molto ambizioso, perché sono due canali, con due target di pubblico differenti. All’esterno stiamo lavorando molto con il nostro network, What the factory, e con il nostro manager Vincenzo Spinelli, per riuscire a creare in futuro dei prodotti di Mattiz, di qualità, riguardanti i gaming. Per quanto riguarda Ninna e Mattiz mi piacerebbe fare merchandising con prodotti innovativi. Abbiamo un sacco di cose in mente che ai nostri fan piaceranno molto.

Hai mai avuto delle ripercussioni negative per ciò che fai?

Rispetto a qualche anno fa le persone stanno iniziando a capire cosa c’è realmente dietro a YouTube, non il solo giocare alla Playstation e fare soldi in questo modo. Essendo nuovo rispetto ai veterani di YouTube ho avuto meno episodi forti, ma non ti nascondo che ci sono ogni giorno persone che ti criticano, che ti dicono: “I tuoi video fanno schifo, impara a fare cose utili nella vita” o “Smettila di parlare ai bambini e trovati un lavoro vero”. Però, questo è il mondo e non ci ho dato peso.

Concludiamo parlando del tuo nuovo progetto, il nuovo canale Mattia Stagni

L’ho iniziato il giorno dopo aver raggiunto un milione di iscritti. Volevo fare tutto con i giusti tempi. Mi ero preparato con un bel po’ di anticipo. Ho deciso che, al posto di fare un video sul mio canale Mattiz speciale 1.000.000 di iscritti, ho deciso di realizzare una nuova idea: creare un nuovo canale per parlare in modo differente e non essere limitato dai videogiochi. Volevo raccontare le esperienze della mia vita al di fuori dei videogiochi, con video di qualità. Infatti non ne carico uno al giorno, ma uno a settimana. C’è un montaggio dietro gigantesco. E’ tutto un altro lavoro, ma ho deciso di buttarmi, perché volevo vedere cosa riuscivo a fare. Sono orgoglioso di questo.

Tre canali da gestire è tanta roba…

Tanta roba! Dimostrerò a tutti che è una cosa che si può fare.

Quante ore al giorno ti toglie tutto questo?

Ti dico che non sarebbe possibile fare tutto da solo. Prima di creare tutto questo, ho cercato le giuste persone con cui collaborare. Ci dedico comunque tutta la mia vita, ma riesco comunque ad avere del tempo libero.

Ti piacerebbe fare l’università o ti concentrerai solo sull’attività di YouTuber?

Questi ultimi anni li ho vissuti in modo, non dico difficile, ma dedicandomi ai videogiochi. Quando vado a scuola penso ai video. Quindi vorrei prima passare un anno per vedere cosa succede se faccio quello che mi piace a tempo pieno e vedere cosa sono in grado di costruire. Poi deciderò. Mi lascio comunque la strada dell’università aperta, ma adesso voglio dedicarmi al 100% al mio lavoro.

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