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Chi è Marcokyon? Tutto quello che ancora non sapete su di lui – intervista

Marcokyon
Marcokyon

Marco Matteoucci, aka Marcokyon, è conosciuto prevalentemente su TikTok per video comedy simpatici, brillanti, a volte surreali. Webboh ha deciso di contattarlo per farsi raccontare qualcosa della sua vita. Ecco cosa ci ha detto.

Ciao Marco, ci spieghi come è nato il nome MarcoKyon?

Il mio nick nasce dall’unione del mio nome, Marco, con mio nickname, Kyon. Questo nickname viene da una serie giapponese. Kyon è un personaggio di questa serie. I miei amici mi hanno sempre reputato simile a lui e io l’ho reputato molto fi*o e l’ho aggiunto, anche se il personaggio non c’entra niente con me.

Ci racconti qualcosa di te?

Certo! Sono Marco Matteucci. Sono nato il 21 settembre 1996 a Roma. Ho 23 anni. Nella vita sono modello e aspirante attore. Ancora non sono un attore professionista, anche se mi piacerebbe farlo, perché mi piace recitare. Le altre mie passioni sono la musica, la palestra, lo sport e, un tempo, il “videogiocare”.

Che rapporto hai con i social?

Fin da piccolo non sono mai stato socievole come volevo. Quando volevo relazionarmi con qualcuno non ci riuscivo molto bene, non per scelta mia o perché mi reputassi superiore, ma perché non riuscivo ad avvicinarmi. Sentivo l’ansia. Nella mia vita sono stato molto solo. Mi sono innamorato dei social, perché tramite uno schermo, potevo uscire di casa e incontrare gente. E’ciò che mi piace di più, quello che volevo: conoscere più gente possibile e avere più amici possibili, perché non volevo stare solo.

Come hai iniziato?

Ho iniziato con YouTube con il gaming, poco tempo fa, però lì c’erano già altri. Io ci ho provato, ma ho perso molto tempo. Ci provavo, ma ogni video che postavo era inutile. Parallelamente c’era Vine. Lì ho conosciuto Logan Paul, Amanda Cerny e Lele Pons, tutte persone che ho sempre stimato, perché sono partite da zero per arrivare in alto. Come facevano i video, erano perfetti! Mi sono ispirato molto a loro. Alcune loro idee, le ho ricreate in italiano su TikTok, perché adoro loro come personaggi pubblici e amo il montaggio – non ho mai spacciato le loro idee per mie, assolutamente no -, ma la maggior parte sono mie idee personali.

Di cosa ti occupi sui social?

Mi piace fare comedy e mostrare come sono. Quando mostro il mio fisico sui social è perché non l’ho mai mostrato prima. Non ero felice di farlo vedere, perché sono stato sempre brutto e cicciottello, tanto che se si doveva fare una foto io non volevo comparire. Per me è una sorta di rivincita. Invece mi piacerebbe imparare a ballare, per fare qualche video più ballato. Per ora mi limito a fare comedy, parlare con le persone e ascoltarle

Il tuo social di riferimento è TikTok?

Sì, per adesso. E’ il sito che dà più visibilità e dà più opportunità a tutti. Ho anche Instagram e YouTube. Con quest’ultimo penso che ricomincerò. Instagram l’ho sempre amato. A proposito di TikTok: in questi ultimi mesi ho riscontrato problemi seri di visibilità, senza motivo. Ad esempio censuro le parolacce a tal punto che alcuni genitori si sono complimentati con me per questa cosa. Ho contattato TikTok e mi hanno detto che il mio profilo è sano, però non ci credo, anche se non sono stato shadowbannato, però mi hanno limitato la visibilità. Li ricontatterò perché secondo me è ingiusto: non mi reputo il più bravo di tutti, però ci metto impegno ed edito i video dal computer per portare qualità.

Che rapporto hai con i tuoi fan?

I miei fan contano tantissimo e ogni volta che li chiamo fan mi sembra quasi un insulto, perché i fan sembrano persone che ti guardano, ti dicono:”Bravissimo” e basta. Invece, loro per me sono tutti degli amici. Vorrei tanto parlare con tutti quanti e fare amicizia con tutti loro, anche se è impossibile. Sono loro quelli che ti costruiscono il percorso, sono quelli che ti sostengono, ti vogliono bene e credono in te.

Ogni volta che magari vado a fare un raduno, non aspetto altro che vederli. Sono miei amici, parte della mia vita, a prescindere dall’età. Non vuol dire niente. Molti tendono a snobbare i ragazzini e i bambini, perché sono troppo piccoli e stupidini. Non è assolutamente vero: io ho parlato con alcuni di loro e sono super intelligenti. Capisco che sono bambini o ragazzini e bisogna parlarci in un certo modo, ma da lì a pensare che siano stupidi, assolutamente no. Non è che siccome sono piccoli non valgono niente. E’ una cosa su cui mi batterò sempre: siamo stati bambini tutti. Tutti meritano di ricevere una risposta e un saluto.

Quali progetti hai per il futuro?

Attualmente sono all’università e sto imparando a fare l’attore professionista. Spero di avere esperienze in questo campo o anche come modello. I miei sogni nel cassetto sono legati ai miei progetti futuri. A questi aggiungerei anche il lavorare sui social.

Infine: su di te si parla spesso del fatto che tu da piccolo sia caduto dal letto rischiando di morire. Puoi spiegarci la dinamica?

Quasi appena nato sono caduto dal letto di testa. Mi sono rotto la testa in due. Sarei dovuto morire sul colpo, ma per qualche strano motivo sono sopravvissuto. Il fatto avvenne di domenica. L’ospedale era chiuso. L'”attivarono” solo per me. Sono stato lì ore e ore. Con qualche secondo in più sarei morto e invece sono ancora vivo. Sono stato miracolato.

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