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Black Lives Matter, Loretta Grace racconta la realtà dei neri italiani:”E’ un grido d’aiuto!”

Loretta Grace
Loretta Grace

Loretta Grace da ore sta raccontando ai suoi follower su Instagram, attraverso testimonianze dirette, filmati, articoli di giornale, canzoni e video, cosa vivono i neri d’Italia. Le storie sono un colpo al cuore a tutte le persone con un briciolo di sensibilità. Storie che nessuno vorrebbe vivere sulla propria pelle e che, invece, ingiustamente, fanno parte della quotidianità di alcuni di noi. Sensibilizzare le persone dovrebbe essere un dovere di tutti e Loretta lo sta facendo alla grande. L’artista ha voluto precisare:

Nota bene: che nessuno si azzardi a far apparire queste testimonianze come un mio accanimento o crociata contro gli italiani, perché io stessa sono italiana e il fatto che si possa pensare una cosa simile determina che in fondo alcuni non mi riconoscono come concittadina alleata, ma come una sorta di nemico da abbattere, che sia chiaro: io amo la mia patria, ma voglio anche essere ascoltata se qualcosa non va.

I saw some cheap a** small talk around…

QUesto è l’accumulo di tante testimonianze che assemblate fanno male e creano discomfort, ma molti le hanno vissute queste esperienze, quindi invece di tergiversare creiamo awareness insieme affinché tutto ciò non accada più. La comunità nera italiana ha cercato di portare la propria testimonianza su internet e lo fa da anni. Molti hanno voluto ascoltare, molti altri l’hanno preferito guardare. Molti hanno voluto rigirare la frittata, molti hanno deciso di tappare occhi, orecchi e bocca, molti hanno voluto metterci in bocca parole mai proferite.

QUESTO E’ UN GRIDO DI AIUTO!

Loretta Grace: le testimonianze raccolte

Gli esempi riportati da Loretta Grace sono tantissimi. Eccovene alcuni:

Sono arrivati in Italia a soli 6 anni. Per me le scuole elementari sono state un vero inferno. Dicevano che puzzavo, che avevo i germi, che avevo i pidocchi, che non mi lavavo mai, che ero una scimmietta… le mamme dei compagni mi parlavano alle spalle. Ah ai compleanni ero l’unica che non veniva invitata. Quando portavano dolci o caramelle a scuola, mi veniva dato solo perché era l’insegnante che lo diceva. Ero escluda dalla classe. Poi ho iniziato a giocare a basket e anche lì problemi su problemi. Battute razziste fino a quando hanno capito che ero la più brava della squadra. Gente che mi odiava faceva il tifo per me, compagni che mi hanno esclusa a volte venivano a guardarmi insieme ai genitori. Oh Dio mio… non puoi immaginare quanto mi sono sentita sfruttata.

A 7 anni venivo presa in giro perché mio padre era nero e non potevamo permetterci nemmeno il riscaldamento, ovunque andasse non lo volevamo e l’unico lavoro che ha potuto fare è stato quello di raccogliere meloni in estate. Venivo sempre derisa per i miei capelli, i miei capelli venivano definiti dai bambini delle elementari una massa di pidocchi, e i genitori hanno pure chiesto a mia mamma di farmi le trecce perché siccome mio padre era nero secondo loro eravamo sporchi… quindi si dovrebbe partire dal principio, dalle basi: se non avviene ora il cambiamento non ci sarà mai. (mamma era francese e mio padre arabo). Tutt’ora a scuola una professoressa mi ha detto: “Ce l’ho con te perché sono razzista”.

Anch’io di origini nigeriana da due genitori nigeriani, nata in Italia, cittadina italiana… alle elementari ho avuto crisi di identità (mi disegnavo rosa) da qualche parte ho ancora alcuni dei miei disegni… crescendo fino ad ora, quando esco di casa, da mia madre mi sento dire:”Stai attenta quando esci con i tuoi amici (tutti bianchi prevalentemente) se accade un litigio fra di voi, non immischiarti, se arriva la polizia non vanno subito da loro, vengono a questionare te, sei italiana di carta ma vedono la tua pelle ti mettono nei problemi.

Alle elementari la mia vita è stata un inferno. La mia maestra di matematica ha espressamente detto a mia mamma che a lei non piacciono i bambini neri. Ogni cosa che succedeva in classe era colpa mia. Mi ricordo una volta che stavo malissimo, avevo la diarrea e questa persona, se la si può chiamare così, non mi ha fatto chiamare i miei genitori e non mi ha nemmeno fatta andare in bagno. Purtroppo mi sono fatta la cacca addosso. All’uscita, alle 16.00, ha detto a mia mamma che avevo fatto finta e queste erano state le conseguenze. Come si può fare una cosa del genere? Come!?! Dopo questo periodo mia mamma ha fatto la denuncia ma le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate.

A me dicevano non ti sedere vicino a me che sennò mi contagi o nell’intervallo venivano, mi toccavano poi correvano e un giorno uno delle medie viene e mi chiede:”Ma quindi noi che facciamo la cacca nera e allora la tua cacca è bianca”.

Ciao Loretta. Sono nata in Italia e a 18 anni ho ottenuto la cittadinanza non senza fatica. Ho 29 anni, e due anni fa sono diventata mamma di un simpaticissimo bambino definito “mulattino” che amo immensamente. Non ho avuto grosse problematiche da bambina, in realtà ne ho più adesso, quindi mi sento fortunata per avuto un po’ di pace in quel periodo. I tempi da allora sono cambiati talmente tanto che durante la gravidanza ho iniziato a preoccuparmi per quando l’avrei portato a scuola, alla reazione dei bambini e delle mamme. Mi sono detta: “Sii più severa possibile con lui, che non commetta mai errori, perché altrimenti verrà detto: che ti aspetti. E’ il figlio di una negra per metà”. Ho desiderato con ogni cellula del mio corpo che mio figlio nascesse più chiaro possibile, più lontano dal mio colore. Quando è nato non c’è giorno che non mi penta di quei pensieri, di quelle parole. Deve crescere libero e felice. E’ il punto di vista sbagliato delle persone a dover cambiare.

I neri devono sentirsi dire almeno una volta nella vita: “Sei bella per essere nera”. Quindi si sta sottintendendo che i neri di tutto il mondo sono brutti? Perché in realtà questo si sta dicendo, si sta insultando tutta la mia etniaaaaaa! Wow grazie del complimento!

Le reazioni ai messaggi postati da Loretta Grace

Tantissimi utenti hanno postato messaggi di solidarietà su Instagram. C’è chi, ad esempio, scrive:

Ciao Loretta, volevo chiederti: cosa si può fare attivamente per aiutare in qualche modo ad andare contro tutto questo schifo? A parte cercare di auto-educarmi e sensibilizzare, mi sento davvero inutile sul piano pratico.

Tia Taylor su Instagram ha commentato le storie pubblicate da Loretta Grace:

Graceonyourdash sta postando stories che racconta la sua esperienza come donna nera e cresciuta in Italia. La sua esperienza rispecchia anche quella di tanti miei amici afroitaliani.

Aprite gli occhi e le orecchie. Ho tanti amici italiani bianchi che mi dicono che non sapevano che i neri qua soffrivano così tanto… beh ora avete veramente l’opportunità di ascoltarli e capire i loro sentimenti e problemi. Dopodiché avete anche la responsabilità di agire.

Questi problemi e tensioni ci sono e ci sono da tempo. Se continuiamo ad ignorarli invece di affrontarli… pensate che i problemi spariranno? O che cresceranno fino ad arrivare ad un punto che non puoi più ignorare come sta succedendo negli Stati Uniti?

I messaggi condivisi da Loretta hanno smosso gli animi dei suoi follower. C’è chi su Twitter scrive:

Sto leggendo tutte le varie testimonianze di persone nere, nate in Italia o che sono cresciute qui, sulle IG stories di Grece on your dash e mi hanno fatto sentire male. Quindi se io ho provato questo non oso immaginare come devono sentirsi loro che lo vivono in prima persona.

L’Articolo 3 della costituzione italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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