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La Diva del Tubo ospite a Live Non è la d’Urso – ecco cosa farà

Alisha Griffanti ormai è diventata La Diva del Tubo… catodico. Dopo Ciao Darwin e Pomeriggio 5, la youtuber famosa anche come dominatrice di uomini e Money Mistress questa sera, mercoledì 29 maggio, approderà a Live – Non è la d’Urso, la trasmissione di prima serata condotta da Barbara d’Urso su Canale 5.

Durante la puntata, oltre al consueto spazio dedicato al caso di Pamela Prati e all’ospitata della manager Eliana Michelazzo che si confronterà con le cinque sfere magiche, verrà dedicato uno spazio a un tema delicato: la prostituzione. Alisha verrà interpellata proprio come dominatrice e “decoglionatrice” di uomini. “Non era abbastanza trash quel programma, doveva andarci anche la Diva…“, ha detto Il Contabileh.

La Diva del Tubo (Alisha Griffanti) e l’attività di dominatrice

“Ho uno schiavo americano molto generoso, ma devo dire che neppure gli italiani sono di braccio corto. Al momento ho cinque clienti che mi devolvono abbastanza soldi da consentirmi uno stile di vita sopra le righe, ma ai guadagni messi assieme grazie agli schiavi aggiungo quelli che mi derivano dalla gestione di un canale YouTube che vanta oltre 160mila iscritti, attraverso cui vendo video fetish (…) Una volta ho fatto un calcolo approssimativo dei quattrini che uno slave mi ha versato nel corso di interi mesi di dominazione: oltre 20mila euro”.

“Non incontro mai i miei clienti, ad eccezione di quelli con i quali fisso appuntamenti di “Cash Point Meet”, ossia incontri fugaci che avvengono in luoghi come bar, piazze o ristoranti, durante i quali si sta assieme il tempo necessario a riscuotere il denaro. Funziona così: io telefono al servo e gli ordino: “A tale ora fatti trovare in tale posto coi soldi in bocca”; quella comunicazione, per lui, equivale ad un terno al lotto, con la differenza che la somma della vincita la incasso io”.

“Ballbusting, ossia il calcio nelle palle. Adoro questa pratica perché, assieme ad i lauti guadagni, mi garantisce anche la possibilità di sfogare una rabbia remota che nutro verso parte del genere maschile. Quando sferro le zampate immagino di percuotere i miei ex e picchio senza troppi riguardi, perché, anche se riducessi alla sterilità degli imbecilli come loro, salverei l’umanità dalla prosecuzione del gene dell’inettitudine. Mi piace ledere la virilità, e non c’è modo migliore per farlo che inveire sull’ attributo che ne è simbolo”.

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