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Khaby Lame a 14 anni è stato mandato in Senegal a studiare! Ecco cosa ha raccontato il tiktoker

Khaby, tiktoker numero 1 al mondo, ha deciso di raccontare la sua infanzia, divisa tra Italia e Senegal.

Khaby Lame
Khaby Lame

Khaby Lame, da un giorno tiktoker più seguito al mondo, ha rilasciato un’intervista dove ha raccontato la sua infanzia, passata tra Italia e Senegal. A Repubblica.it il creator parla di quando, a soli 14 anni è stato mandato in Senegal, suo Paese d’origine, per lavorare e studiare. Se ragazzo definisce il lavoro nei campi duro e faticoso, le maggiori difficoltà le ha affrontate frequentando la scuola islamica, dato che ha dovuto studiare tutto il Corano nonostante la sua dislessia: “Ho imparato tutti i versetti a memoria. È stato interessante. Sono musulmano credente e praticante fin da piccolo“. Ci sono state anche momenti che, ripensandoci oggi, sono divertenti:

È stata dura? Da avere la doccia calda in casa, sono passato a prendere l’acqua alla fonte. Ci andavo con l’asino, ma un giorno l’ho perso perché non lo avevo legato bene. L’ho ritrovato la sera dopo. È stata una bella esperienza (ironizza N.d.W).

A 14 anni Khaby Lame si avvicina ai social e inizia a fare dei video ironici su YouTube che, come dice lui: “nessuno guardava, ma erano divertenti”. Quando ha iniziato ad essere famoso, le relazioni sociali con gli amici e con il mondo esterno sono diventate complicate:

Quando diventi famoso, all’improvviso sono tutti amici, ti contatta gente che non hai mai visto e sentito prima. Ma io quelli che vogliono usarmi li riconosco subito. E me ne sto alla larga.

Ora che è cresciuto e ha conquistato fama e notorietà, Khaby si sente anche in dovere di aiutare le generazioni future. Per questo ha lavorato ad un libro ‘Il Diario di Khaby, pubblicato lo scorso mese. Il libro racconta di Khaby che aiuta Marco, ragazzino un po’ ”fuori dal mondo”, senza cellulare e social, ad integrarsi nella società, facendogli da angelo custode. Il re di TikTok spiega come è nata l’idea:

Nel quartiere dove vivevo, ogni volta che c’era una gomma bucata, una bici da sistemare venivano da me. Passavo i pomeriggi in cortile con gli amici. Giocavamo a fare i meccanici, a calcio, a “prendere”. In quegli anni non ero sui social, il mio primo cellulare l’ho avuto a 14 anni e il primo account su Instagram a 15.

[Foto: Instagram]

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