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Chi è Isabo? Lui racconta la sua storia di riscatto: “Da piccolo non avevamo i soldi per mangiare”

Per tutti è Isabo.ita, ma il suo vero nome è Nimi Abdoulaye (anche se i suoi amici lo hanno sempre chiamato “Ablo”). Ha iniziato a fare video nel 2018 assieme a uno dei suoi più grandi amici, Samuel, infatti il nome Isabo è l’unione dei nomi Samu e Ablo. Il suo amico è uscito di scena qualche tempo fa perché ha dovuto inseguire il sogno di diventare un calciatore professionista (attualmente gioca nella primavera della Fermana, in serie C).

Isabo è nato in Costa D’Avorio il 20 settembre 2001. “Fuori sorrido sempre, ma nessuno sa la mia vera storia. Nessuno sa quanto ho sofferto per arrivare fin qui“, ci racconta. Ecco la sua storia:

“Subito dopo la mia nascita, mia madre partì per l’Italia ed andò a vivere da mia nonna per trovare un lavoro stabile. Il suo obiettivo era stare bene economicamente per poi portarmi in Italia per un futuro migliore. Quando ero piccolo sono cresciuto con i miei nonni, solo all’età di 11 anni sono arrivato in Italia. Mia madre ha sempre fatto il massimo per farmi sentire bene ma io lo capivo che non stavamo bene.

C’erano quei giorni in cui non avevamo nulla da mangiare in casa, non c’erano abbastanza soldi perché lavorava soltanto mia madre. Mia madre qui in Italia ha avuto una figlia con un altro uomo, che ci trattava malissimo. “.

La storia di Isabo

Il suo sogno è quello di poter diventare un attore. “Molti mi chiedono: ma come fai a dire che vuoi fare l’attore se non guardi mai film? Se non conosci la storia dei film? Sì, è vero: non guardavo mai i film perché non avevo tempo. Lavoravo nei bar, raccoglievo la spazzatura, mettevo a posto le sedie. Insomma, lavoravo “in nero” e quando tornavo a casa dovevo studiare per il giorno dopo. Non ho mai avuto tempo per guardare un film, non so niente di come si recita, ma io so solo una cosa: se vuoi ottenere qualcosa basta essere determinati e metterci tanta passione“.

Qualche tempo fa c’è stato un lieto fine. Sua madre e suo padre sono tornati insieme, quest’ultimo è venuto in Italia quattro anni fa. “Anche io finalmente riesco ad aiutare economicamente la mia famiglia grazie a quel poco che riesco a guadagnare grazie ai social“. Eppure non è sempre stato rose e fiori il suo pecorso:

“Durante il mio percorso sui social ho ricevuto molti complimenti ma anche molti insulti. Gli insulti per me sono fonte di forza: io ho bisogno di ricevere almeno un insulto al giorno per essere più motivato perché trasformo la rabbia che c’è in me, in voglia di andare avanti. Non starò mai male per colpa di un messaggio. Un consiglio che do a tutte le persone che mi seguono è quello di non arrendersi mai e non farsi guidare da nessuno”.

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