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Scandalo alla Hype House, Thomas Petrou risponde a Daisy Keech – ecco tutta la sua verità

Thomas Petrou ha finalmente rotto il silenzio e ha replicato al caffè bollente che nei giorni scorsi Daisy Keech aveva versato sulla Hype House, da lui creata con Chase Hudson e la stessa Daisy. La tiktoker aveva accusato l’ex amico Thomas di aver manipolato alcuni membri della crew e averla estromessa da tutti i progetti. Attraverso un video pubblicato su Youtube il 21enne ha provato a smentire la versione di Daisy.

Il racconto parte proprio dal rapporto con Daisy, che lui ha conosciuto a giugno 2019 e con cui sin da subito ha stretto un forte legame. A settembre 2019 a lui per la prima volta viene l’idea di creare una casa condivisa. Parla del progetto con gli amici Nick Austin e Chase Hudson, dopodiché decidere di coinvolgere Daisy.

Thomas Petrou e la sua verità sulla Hype House

Così Thomas si è soffermato sulla questione anticipi e locazioni della casa (ai quali Daisy ha partecipato con una cifra di 13mila dollari). Soldi che alla fine dell’anno avrebbe riavuto indietro, come se fosse stato un investimento.

“Io sono un 21enne che ha cercato di mettere insieme una squadra di persone. Alcuni erano i miei amici più cari, io volevo soltanto creare qualcosa di unico. Quando ho fatto l’intervista al New York Times – che Daisy contesta – ero seduto sul tavolo della cucina con Daisy e Alex presenti. L’intervista era aperta a tutti. Dopo quell’intervista ho notato un sempre minor coinvolgimento di Daisy nella Hype House. Non ha mai pubblicato sul profilo TikTok, nonostante tutti avessero gli accessi. Non ha mai pubblicizzato la crew sui suoi social”.

Così Thomas ha accusato Daisy di aver disertato alcuni impegni importanti della crew ed essersi fregata di lavorare al progetto, ma anche di socializzare con gli altri membri. Non solo. Sul capitolo del marchio depositato, Petrou ha smentito l’ex amica. “Daisy ha depositato il marchio con il suo nome alle nostre spalle, l’ho scoperto settimane dopo. Così io e molte altre persone della casa abbiamo smesso di fidarsi“, ha detto. Solo successivamente Thomas ha depoistato (di nuovo) il marchio per la House, senza però intestarselo.

Thomas Petrou e il capitolo “lavaggio del cervello”

Daisy aveva accusato Petrou di aver chiesto la manipolazione di alcuni creators per entrare nella Hype. Gli utenti hanno ipotizzato che la ragazza interessata fosse Addison Rae, che effettivamente nell’intervista a James Charles ha raccontato di essere entrata nella crew “per caso”, dopo che è stata invitata a partecipare al servizio fotografico. “Le ho semplicemente detto di essere gentile e di trattarla come se facesse parte di questa famiglia da sempre“, si difende il 21enne.

Thomas aggiunge: “Non ho mai aggiunto nessuno a questa squadra senza che ognu singola persona fosse d’accordo. Questo team è stato creato tutti insieme e lo gestiamo così (…) Ma alla fine ci dev’essere qualcuno che gestire gli affati e la casa, è quello che faccio io ma non ho mai detto di essere il fondatore“.

Insomma, Thomas accusa Daisy di aver detto delle bugie. “Ho le prove (…) Questo non è vero (…) Ci sono dei testimoni“, ha ripetuto più volte nel corso del video intitolato “The REAL truth about the HypeHouse“. Come andrà a finire questa vicneda?

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