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Gli HMatt protestano contro Youtube per la demonetizzazione: ‘E’ frustrante, così si fallisce’

Nell’ultimo periodo il canale di Matteo e Luca, in arte HMatt, è stato bersagliato dalle censure. Prima da parte della Rai, ora di Youtube stessa. In un precedente articolo vi avevamo raccontato di come l’azienda statale avesse rimosso la monetizzazione a tutti i loro video rivendicando il copyright dei filmati mostrati. Stavolta il blocco parte dalla stessa azienda targata Google.

Il video incriminato degli HMatt

Periodo difficile per i ragazzi torinesi, che nonostante i tentativi di coprire le nudità del programma Alta Infedeltà si sono visti togliere i guadagni dal contenuto in questione. Nonostante i tentativi di ricaricare il video senza più parti possibilmente sensibili pare che Youtube si sia accanita contro di loro, segnalandolo come “non monetizzabile”.

Abbiamo ricaricato il video censurando quasi tutto. 3 ore di bollino verde, poi improvvisamente giallo. Ultimi nove video solo tre monetizzati ma credo a breve salteranno anche quei tre. Non bisogna essere un economista di Maastricht per capire che così si fallisce.

Censurare non è servito a nulla. Video nuovamente giallo. Degli ultimi nove video ne abbiamo monetizzati tre.

Il video provocatorio

Il giorno seguente all’avvenimento, Matt sul suo profilo Instragram si è scusato con i fan per lo sfogo della sera prima.

Scusate per lo sfogo di ieri ma lavorare così è proprio frustrante,già la situazione è difficile per tutti in più ci si mettono pure queste regole assurde che rovinano la creatività a tutti. Ad ogni modo cercheremo di aggirare l’ostacolo. Come sempre.

Successivamente, per continuare la dimostrazione di disappunto nei confronti di Youtube, sul canale HMatt è comparso un video dal titolo provocatorio: SHHHHH. Nel contenuto in questione Matteo si limita a stare in silenzio per circa cinque minuti. Un video di protesta. Riuscirà ad essere fatta giustizia e tornerà la monetizzazione? Probabilmente no, ma auguriamo agli youtuber di poter ritrovare la serenità nel fare un lavoro dove sono precursori, dal lontano 2007.

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