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Dalla Russia all’Italia cerca i propri genitori biologici su TikTok – ecco l’emozionante storia di Gbell

TikTok raccoglie anche storie. Oltre ai balletti, ai trend e ai filtri, c’è anche chi decide di aprire il proprio cuore sul social e rivelare un parte profonda di sé. È quello che è accaduto a Gbell, che in questi giorni sta raccogliendo consensi e like con il racconto della propria vita. Nata in Russia negli anni ’90, Gbell ha vissuto nel suo paese di origine fino all’età di 16 anni, prima di essere adottata da una famiglia di Verona. Da quando è maggiorenne, tuttavia, ha sempre avuto la curiosità di conoscere chi l’abbia messa al mondo.

Nonostante sia legatissima alla propria famiglia adottiva, e sia adesso sposata, conoscere le proprie origini potrebbe aiutarla a completare il proprio puzzle a cui manca una tessera:

Sono nata a Murmansk, la più grande città del mondo posta a nord del Circolo polare artico. Non ne so molto, ma so che la mamma è una donna russa e mio papà è un baschiro. Sono nata distrofica, con complicazioni di salute e sono stata rinnegata in ospedale. Da quando ho compiuto 18 anni ho provato molte volte a trovarli, ma ogni tentativo è stato un fallimento.

@gbell

Per i miei follower Italiani ho tradotto la mia storia di adozione ❤️ ##lamiastoria ##adozione

♬ Steven Universe – L.Dre

Negli ultimi tempi, come raccontato su TikTok, Gbell è riuscita ad entrare in contatto con una persona che la sta aiutando nella difficile ricerca dei genitori biologici:

A quanto pare durante il periodo in cui sono nata esisteva una legge speciale che protegge il segreto dell’adozione. Lo so che sembra ridicolo, ma non consente ai bambini adottati di ottenere informazioni sui loro genitori biologici senza il consenso di quelli adottivi. Anche se i miei genitori mi sostengono, capita spesso che le richieste vengano rifiutate a causa delle inadempienze locali. Ora che ho compilato tutti i moduli, devo inviarli per posta ed attendere la risposta che potrebbe anche essere negativa.

Più recentemente, ecco che cosa ha rivelato Gbell, dopo aver ricevuto le prime risposte da parte delle istituzioni russe. Tra tanti rifiuti, anche qualche notizia inaspettata positiva:

All’inizio non collaboravano perché avevano interpretato male la legge sull’adozione, ma grazie al mio consulente ci hanno detto di aspettare i documenti. Poiché hanno ricevuto la mia lettera il 23 novembre, hanno trenta giorni a disposizione per fornirci le informazioni. Ci hanno avvisato che alcune informazioni saranno incomplete visto che mancano documenti originali. Mia mamma ha deciso di chiedere anche all’orfanotrofio se ci sono documenti o informazioni in più. Quello che non mi aspettavo è che mio padre conoscesse il mio cognome da tutto il tempo. È un cognome russo molto famoso, probabilmente molti di voi lo hanno sentito. L’ho anche usato come alias sui social!

Riuscirà Gbell a ritrovare i suoi genitori biologici, anche grazie a TikTok?

[Foto: TikTok]

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