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TikTok, Rovazzi: “E’ stata male interpretata qualche mia parola”

Fabio Rovazzi
Fabio Rovazzi

Giusto due settimane fa vi abbiamo riportato le parole pronunciate da Fabio Rovazzi al Cerbero Podcast riguardanti le sue perplessità su TikTok. Il neo streamer, che pensa di essere stato frainteso, ha provato a chiarire su Instagram:

Mi sono accorto che qualche settimana fa sono usciti alcuni articoli dove si dice che io odio TikTok e che penso che sia un social per persone senza talento. Vorrei un attimo chiarire questa situazione, perché forse è stata male interpretata qualche mia parola.

Innanzitutto io TikTok ce l’ho. Ho un account, ho fatto dei video, mi diverto ad usarlo, a seguire i tiktoker e a guardare i video che mi vengono suggeriti. Mi diverto proprio un sacco. E’ una figata TikTok.

Se è così una figata TikTok, allora cosa non va?

C’è una cosa da dire: a differenza di uno YouTube che metteva nelle condizioni un possibile creator di trovarsi davanti ad un foglio bianco e di dover creare effettivamente qualcosa con il suo talento e con gli strumenti che aveva, adesso TikTok ti mette a disposizione delle cose che ti permettono di fare tutto con niente. Cioè: puoi cantare con la voce di un altro seguendo pure un trend che già sta andando. E’ un tema, tutto qua.

E’ un tema di discussione che mi interessa molto, perché io sono super fan della creatività e dei creativi. Io mi immagino uno Zach King che tra vent’anni non conta più niente, perché delle applicazioni faranno tutti gli effetti in automatico. Quindi mi dispiace da un lato, perché diventa sempre più difficile capire la selezione del vero talento sul web come avverrà se si crea tutta questa omogeneità, tutto questo modello tutto uguale. Tutte le possibilità per tutti.

Secondo me è giusto che un creator si debba sbattere per trovare la sua linea. Fare cose uguali agli altri secondo me è un po’ riduttivo. Tutto qua.

Fabio Rovazzi: cosa aveva detto

Il punto di vista di Fabio Rovazzi è abbastanza chiaro: nessun odio nei confronti di TikTok, ma perplessità sulla selezione del talento. Per correttezza ricordiamo cosa aveva detto al Cerbero:

Ho sempre seguito il web in tutti i lati, anche se ce ne sono alcuni che non mi piacciono. Non mi piace il fatto che oggi oggettivamente esistano dei social dove non c’è bisogno che tu abbia un minimo di talento. E’ una sorta di X Factor per senza talento. TikTok ad esempio? Sì, vi giro che non gliela posso fare. Non capisco. Se riusciste a spiegarmi il perché esiste questa cosa… io sarò contento di capirlo

E’ chiaro: non si parla di odio, ma di un fatto, dal suo punto di vista oggettivo (ossimoro), ovvero che su TikTok non ci sia bisogno di un minimo di talento. L’ha detto lui, non i titoloni dei giornali…

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