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Emanuele Aloia spiega perché fa canzoni sui quadri (e presenta il suo primo album)

Emanuele Aloia racconta perché molte sue canzoni contengono dei riferimenti a quadri e canzoni, ecco il motivo. Intervista.

Emanuele Aloia non è solo l’artista che fa canzoni sui quadri. E’ anche un bravo (e giovane) cantautore che si sta facendo conoscere al grande pubblico. “Il Bacio di Klimt” e “L’urlo di Munch” sono i due suoi più grandi successi, che ora sono contenuti all’interno dell’album “Sindrome di Stendhal“, uscito il 16 aprile per Sony Music.

Anche all’interno dell’album ci saranno tanti riferimenti all’arte. Una canzone, per esempio, si chiama “Romeo e Giulietta“, e poi non mancheranno riferimenti alla Venere di Botticelli, a Banksy, a Nietzsche. Ma perché Aloia canta così tanti riferimenti a quadri e opere d’arte? L’ha spiegato lui in un’intervista a Webboh:

“Mi sono definito su TikTok l’artista che fa le canzoni sui quadri… Ovviamente su TikTok si ha un impatto più ironico e diverso rispetto ad altri social. Ho iniziato a scrivere canzoni a 13 anni e ho sviluppato una mia metodologia di scrittura che è andata a limarsi coi dettagli. Questa mia caratteristica è istintiva, non costruita. Le canzoni che nascono in modo istintivo arrivano alle persone, quelle che nascono costruite a tavolino hanno una durata più breve”.

Ma come andava Aloia a scuola con la storia dell’arte?!

“Ho fatto il liceo linguistico, ho fatto storia dell’arte gli ultimi tre anni. Non avevo questo particolare interesse. Ero molto più appassionati di filosofia, letteratura, storia. La passione verso l’arte è nata dopo il diploma. Non andavo benissimo. Mi ricordo di uno 0 preso nell’ultimo pentameste prima della maturità, e mi trovai obbligato a studiare per recuperarlo. Forse quello è stato il primo momento in cui ho iniziato a studiare arte”.

All’interno dell’intervista Emanuele Aloia ci spiega anche tanti altri dettagli, da chi è la ragazza coi capelli rossi che compare sempre nelle sue copertine, al perché indossa gli occhiali… fino alla sua vita sentimentale. Buona visione!

Emanuele Aloia, il primo album “Sindrome di Stendhal”: tutte le informazioni utili!

“Sindrome di Stendhal” è il primo progetto discografico di Emanuele. Contiene 13 canzoni, interamente scritte da lui assieme allo storico collaboratore Steve Tarta, che ha curato la produzione. L’album è stato presentato all’interno della Galleria degli uffizi nella giornata mondiale dell’arte: Aloia ha potuto cantare davanti alla Venere di Botticelli, un’emozione grandissima.

Il progetto, invece, è stato affiancato dall’uscita del suo nuovo singolo: “Notte Stellata“. Si tratta di una canzone che si apre apparentemente come una ballad, per poi cambiare completamente ritmo, affidandosi alla dinamicità della chitarra e della cassa dritta. Emanuele è “un viandante sul mare che cerca un senso all’amore” e lo fa nel suo stile: affidandosi alla musica ed alle contaminazioni con l’arte, regalando quello che è il brano con più citazioni in assoluto all’interno del disco. 

L’album racchiude, in un quadro finalmente completato, tutto l’universo del cantautore, popolato da pittori, scrittori e dalle parole e dai protagonisti delle opere d’arte più famose di sempre: dalla Venere di Botticelli a Banksy, da Romeo e Giulietta all’eterno ritorno di Nietzsche. Un vero e proprio inno alla cultura e alla bellezza in ogni sua forma, di quelle che lasciano senza fiato. E immersi in una tale meraviglia non resta che fermarsi ad ascoltare.

@emanuele.aloia

Il mio nuovo album fuori dalla mezzanotte. “Notte Stellata” é il nuovo singolo ❤️💿 #nottestellata

♬ Notte Stellata – Emanuele Aloia

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