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Palestre chiuse causa Covid-19, lo sfogo di Danny Lazzarin: “A un passo dal fallimento. Dobbiamo combattere”

Danny Lazzarin
Danny Lazzarin

Danny Lazzarin ha parlato della situazione delle palestre, messe in ginocchio dal Covid-19 e dalle regole del nuovo DPCM, partendo dalla propria esperienza personale di giovane imprenditore che, dopo aver investito parecchi soldi, rischia di fallire.

La sua testimonianza, molto bella nel modo di descrivere con onestà e modi pacati la realtà dei fatti, senza facili vittimismi e senza accuse generiche acchiappa applausi, è stata caricata in un video pubblicato su YouTube intitolato “Un passo dal fallimento“. Danny inizia così:

Lavoro nel mondo dell’imprenditoria da solo da 12, forse 15 anni. In questi giorni, devo essere sincero, ci ho anche ripensato un po’. Mi sono ritrovato a vivere una situazione del genere due volte. La prima, incubo ricorrente, che mi porterò indietro per sempre, è quando avevo 18 anni ed era il mio primo mutuo per far partire la mia prima attività. Un mutuo considerevole per un ragazzino di 18/19 anni. Erano 160.000 € e purtroppo le cose non andavano come mi sarei aspettato e avrei sognato. Le prime settimane sono state davvero difficili. Lì ho avuto davvero paura di fallire. Fortunatamente le cose sono iniziate a funzionare e sono arrivato dove sono adesso e non posso lamentarmi di nulla.

La seconda è proprio questa situazione che mi fa pensare ai primi momenti. La vivo con più leggerezza, perché, a dispetto della prima volta, dove non avevo neanche un euro, adesso sono riuscito a mettermi da parte un gruzzoletto che mi aiuta a star tranquillo. Gruzzoletto che, però, è destinato a scendere se le cose non si sistemano.

Il fit influencer racconta di aver investito molti soldi nell’ultimo anno e mezzo e di trovarsi ora in difficoltà:

Il centro fitness più grosso è venuto a costare più di un milione e mezzo di euro e questa seconda situazione ha messo davvero i bastoni tra le ruote. Non solo sta rallentando di molto il ritorno del mio investimento, ma sta accusando in maniera molto importante le mie finanze.

Danny Lazzarin non teme il fenomeno delle home gym, perché chi si crea la palestra a casa è una minima parte dei frequentatori delle palestre e, molto probabilmente, la metà di queste torneranno ad iscriversi quando le strutture potranno riaprire. Il problema reale è l’affitto dei locali:

La spesa più importante sono gli affitti. Molto spesso non viene considerato il valore dell’immobile nella quale ci stiamo allenando e chi non è addetto ai lavori, può pensare essere irrisorio. Un centro fitness dai 1500 ai 2000 metri ha una spesa che può variare dai 7-8.000 € fino ad arrivare anche ai 10-15.000 al mese d’affitto.

Si capisce velocemente che una spesa del genere, portata in un lockdown di tre, quattro mesi diventa proibitiva di fronte a quelle che sono le necessità e le incombenze che può vivere l’imprenditore. Si accumulano 40/50/60mila euro che non si è più in grado di affrontare anche riaperto il centro. Quando sono stati riaperti i centri fitness dopo il primo lockdown si è sopravvissuti. Abbiamo comunque collezionato un certo tipo di debito. Il debito adesso ci sta soffocando nel secondo lockdown.

Danny Lazzarin, successivamente, porta gli spettatori a fare un giro nei sui centri, ora chiusi, e mostra le realtà che stava per lanciare (come una scuola di formazione per i trainer nata e mai partita). Il video continua con le immagini di queste grandi strutture chiuse. Lo youtuber ha l’amaro in bocca. Più volte ripete che gli viene da piangere. Il racconto, però, è fatto con grande dignità.

Danny chiude con una riflessione, senza accuse e con un messaggio di speranza:

E’ davvero triste vedere chiuse delle strutture così grandi. Ricordiamo che ci sono 80 ragazzi a casa che non possono lavorare a causa di questo nuovo DPCM. Non è colpa di nessuno, ma ci dobbiamo adattare.

Il messaggio che voglio lanciare con questo video è che non siamo soli e che insieme dobbiamo combattere e continuare, aspettando la luce all’uscita del tunnel.

La situazione che stiamo vivendo e che sto vivendo io in prima persona adesso, è come se avessimo la spada di Damocle sopra la testa, che continuo a guardare sperando che non cada. L’unica cosa che possiamo fare è continuare a combattere e continuare verso la nostra strada. Molti progetti miei si sono dovuti arrestare e fermare. Diciamo che questo può essere lo sconforto più grande: il non veder maturare le proprie creazioni a causa di forze esterne. La colpa non è di nessuno. Non sto accusando nessuno. Così è.

L’augurio che vale per tutti, non solo per i proprietari delle palestre, è che questa situazione si risolva il prima possibile, perché al momento si può solo resistere. Più il tempo passa, però, e più è difficile resistere.

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