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Charli D’Amelio spiega perché non ha parlato di Brandon Bernard, condannato a morte e giustiziato quattro giorni fa

Brandon Bernard e Charli D'Amelio
Charli D'Amelio - Brandon Bernard

Quattro giorni fa è stato giustiziato in Indiana Brandon Bernard. Per chi non lo sapesse l’uomo, morto a 40 anni, è stato condannato a morte per omicidio nel 1999. All’epoca, insieme ad altri quattro complici adolescenti, aveva rapinato, rapito e ucciso due persone. A fare fuoco era stato un suo complice, mentre lui aveva incendiato l’auto. In questi 21 anni Brandon è stato un detenuto modello, tant’è che cinque dei nove giurati, avevano chiesto per l’uomo la commutazione della condanna a morte in ergastolo senza condizionale, ma il presidente USA Donald Trump non ha fermato l’esecuzione. Prima di morire con un’iniezione letale Bernard ha nuovamente chiesto scusa alla famiglia delle vittime.

Perché parliamo di Brandon Bernard su Webboh? Perché i fan di Charli D’Amelio hanno criticato aspramente la regina di TikTok, rea di non aver utilizzato la sua grande influenza per sensibilizzare l’opinione pubblica. La D’Amelio, a distanza di qualche giorno, ha deciso di rispondere alle critiche su Twitter:

Sono stata senza telefono tutto il giorno e quando ho controllato Twitter per vedere cosa stesse succedendo con Brandon Bernard, sono rimasta incredibilmente disgustata di vederlo condannato a morte.

Non lo meritava. Mi si spezza il cuore che il nostro sistema legale obsoleto abbia ucciso un uomo che non lo meritava.

Successivamente Charli ha dato ragione ai suoi fan, che le chiedevano maggior impegno comunicativo:

Mi sento come se la piattaforma mi fosse stata data per un motivo e sono estremamente dispiaciuta di non averla usata al meglio delle mie capacità. Andando avanti farò del mio meglio per aiutare altre persone e per far sapere che sono lì per loro.

Incalzata dalle persone che chiedevano il motivo della sua assenza il giorno della morte di Brandon Bernard, Charli ha risposto:

Non ero al telefono. Ho girato quattro video di YouTube in un giorno, dal momento in cui mi sono svegliata, fino al secondo in cui sono andata a letto.

A causa di ciò che è successo e del fatto che non sono stata in grado di aiutarvi, vedendo quanto siete feriti, mi sento davvero una persona orribile.

Charli ha proposto una soluzione per diventare più utile alle cause: segnalare le petizioni su Twitter:

Nella biografia del mio account TikTok collegherò il mio Twitter in modo che possiate vedere tutte le petizioni ed essere in grado di istruire voi stessi così come io dovrò fare con me, perché questo è il mio lavoro.

Se voglio essere una influencer, voglio influenzare per una buona ragione.

Charli ha chiesto a tutti di dirle di cosa vogliono che parli:

Per favore, mandatemi cose di cui vorreste che parlassi, perché è quello che voglio fare. Non voglio deludervi mai più ragazzi.

La D’Amelio versione paladina dei diritti è piaciuta molto ai suoi fan. Il fatto che Charli abbia deciso di responsabilizzarsi a soli sedici anni è un bell’esempio per tutti coloro che la seguono. Perché, utilizzando il celebre motto: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità“.

Intanto la D’Amelio è passata dalle parole ai fatti e, nelle storie Instagram e su Twitter ha iniziato a sostenere la causa di Pervis Payne, uomo con disabilità psichica, condannato a morte (l’esecuzione è prevista il 9 aprile 2021). Brava Charli!

[FOTO: Instagram Charli / Bernard]

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