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Carlotta Fiasella ha raccontato la sua esperienza con il body-shaming su Italia 1: ecco le sue parole!

Carlotta Fiasella racconta la sua esperienza di vittima di body shaming.

Carlotta Fiasella video buoni o cattivi ok
Carlotta Fiasella video buoni o cattivi

Ieri sera Carlotta Fiasella è stata protagonista di un servizio di Buoni o cattivi dedicato al body-shaming in rete. La giovane creator inizialmente ha spiegato come ha iniziato a caricare video su TikTok (“Ero in quarantena, mi annoiavo un sacco, non sapevo che fare e ho iniziato a fare dei TikTok. Hanno iniziato a seguirmi. Si vede che hanno trovato qualcosa di buono in me“) e cosa porta sui social (“Voglio farmi conoscere per quella che sono realmente. Ho iniziato a raccontare le giornate“).

Il problema è stato il fatto che tra le persone che sono entrate nel suo mondo ci sono stati anche gli hater, pronti a criticarla per il suo aspetto fisico. I genitori di Carlotta hanno iniziato ad avere paura del mondo dei social. Alla base dei loro timori c’era la paura che loro figlia, che soffriva di disturbi alimentari, fino ad avere l’anoressia nervosa, potesse avere subire un contraccolpo emotivo e psicologico a causa dei leoni da tastiera.

Facciamo un passo indietro: Carlotta ha iniziato a curarsi il giorno in cui è morto suo nonno: “L’evento mi ha spinto a dire che dovevo farlo anche per lui. Per prima cosa, dopo essere andata al centro, avevo deciso che mai più avrei vomitato. Quello è stato il primo step“. Successivamente ha iniziato il suo percorso sui social, aprendosi con le persone che la seguivano. C’è chi l’ha spronata a continuare a farsi curare e chi l’ha attaccata gratuitamente. La Fiasella condanna chi scrive cattiverie gratuite, ma pensa che non si nasca cattivi, ma si diventi:

Le persone non si rendono conto che da tre parole messe insieme, ne può scaturire una malattia. Le persone dovrebbero avere consapevolezza del valore delle parole e del peso che hanno le parole. Vorrei vedere queste persone dirmi in faccia certe parole. Me le direbbero? Non penso. Non riesco a capire tutta questa cattiveria. Dal momento che una persona vera, con nome e cognome, mi viene a dire parole brutte, ci rimango tanto male, perché mi dico: “Perché c’è così tanta cattiveria?”. Secondo me le persone cattive lo diventano, non si nasce così.

Il finale è di speranza. Carlotta Fiasella dice di essere contenta: “La nutrizionista mi ha detto che sono arrivate tre nuove ragazze di Genova, che hanno deciso di andarsi a curare vedendo le mie storie. Per me questo vuol dire essere arrivata”.

[FOTO: Buoni o cattivi]

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