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Benedetta De Luca, la disability model che abbatte le apparenze: “Dopo 18 interventi, io scelgo la vita”

Benedetta de Luca ha 32 anni (prestissimo soffierà 33 candeline!), è nata a Salerno e ama raccontarsi attraverso i social. Nonostante l’agenesia del sacro, una malattia rara e poco conosciuta che le impedisce di camminare autonomamente, non ha mai smesso di vivere la sua vita al massimo. “Poverina sei così bella per essere disabile”, queste le parole che in Benedetta provocano rabbia e le fanno capire di avere un mezzo istantaneo per comunicare e poter fare la differenza: i social.

E così, come ha scelto di fare anche Nadia Lauricella, la ragazza sceglie di condividere se stessa a tutto tondo. Racconta la sua vita con autoironia e lotta per abbattere le apparenze di una vita perfetta che si nascondono dietro ad una foto postata su Instagram.

Nei tuoi video parli della tua disabilità e la chiave di lettura è sicuramente l’ironia, è sempre stato così?

“No. Da piccola mi muovevo con il deambulatore che a casa chiamavamo “il trenino rosso”. La mia famiglia mi ha sempre fatta crescere con l’idea che la mia condizione non potesse sottrarmi nulla, che non ci fosse nulla di sbagliato in me e per questo gliene sarò eternamente grata. Ma ricordo che il primo impatto con la realtà è stato quando nella mia scuola hanno organizzato una gara di ballo. Io non ho potuto partecipare. Sono tornata a casa piangendo. Con il tempo però ho imparato a reagire, ho capito che anche chi apparentemente ha una vita perfetta ha delle cicatrici. E, come tutti, io ho le mie e non sarei chi sono senza”.

Laureata in giurisprudenza con l’obiettivo di far carriera nell’ambito della prefettura, Benedetta De Luca sceglie di stare in prima linea per le battaglie sui diritti delle persone disabili. Ma l’amore per il diritto e la voglia di combattere le ingiustizie non sono la sua unica passione. La ragazza infatti porta avanti il concetto di inclusività anche nel campo della moda, ed ha già organizzato tre sfilate locali con delle modelle disabili. Scopo di questi eventi è quello di far passare il messaggio che disabilità non è un limite.

A Webboh racconta che da piccola è stata vittima di bullismo e che ha sentito la mancanza di avere accanto una persona che vivesse una condizione simile alla sua e le facesse capire che il problema non era lei, ma chi la insultava. Adesso Benedetta sceglie di essere lei il supporto per se stessa e per gli atri. Ci dice che si reputa fortunata perché la sua community le regala amore, e gli haters le danno la carica per continuare a portare avanti il suo progetto. Nei suoi piani futuri, oltre alla carriera giuridica, c’è in bozza un libro che parlerà della sua disabilità. Non vediamo l’ora che esca!

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