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Nicolò De Devitiis riceve una lettera strappalacrime da Baby Gang dal carcere: il contenuto

Baby Gang Nicolò De Devitiis
Baby Gang si trova in carcere e ha deciso di scrivere una lettera all’inviato de “Le Iene” Nicolò De Devitiis: ecco cosa ha detto

Come in molt* di voi sapranno, il rapper Baby Gang è rientrato in carcere il 29 aprile con l’accusa di aver violato gli arresti domiciliari ai quali era stato sottoposto precedentemente. A distanza di poche settimane dalla detenzione, dopo aver invocato lo sciopero della fame, l’artista è tornato a far parlare di sé. Stavolta, però, direttamente dalla Casa Circondariale di Busto Arsizio. Il 22enne, infatti, ha scritto e recapitato una lettera molto importante a Nicolò De Devitiis, inviato de “Le Iene”. Proseguite nella lettura per scoprirne il contenuto.

Come spiegato dettagliatamente nel servizio de “Le Iene” andato in onda ieri sera su Italia 1, Baby Gang è stato riportato in carcere recentemente. Il motivo è legato ad alcune foto pubblicate sul suo profilo Instagram ufficiale. Gli scatti incriminati, altro non sono che momenti del set di un videoclip per il lancio di un singolo de “L’angelo del male“, il suo ultimo disco. Il reato sarebbe quello di violazione degli arresti domiciliari e di esibizione (in foto) del braccialetto elettronico e di armi da fuoco. Nonostante si trattasse di “oggetti di scena”, il tutto sarebbe stato visto dagli agenti come “pericolo concreto ed attuale di reiterazione di reato“.

Baby Gang: il contenuto della lettera dal carcere

Nella lettera Baby Gang parla delle condizioni in cui sta vivendo all’interno della sua cella: “immerso nella penombra circondato da quattro mura fradice“. E poi ancora: “In cella fa freddo, molto freddo, anche se fuori è maggio. Non ho acqua calda e non dormo da giorni. Mi manca il respiro pure nell’ora d’aria. La prigione è un luogo a cui non ti abitui mai. Qua dentro ogni giorno è uguale ma ogni volta è diverso, queste stanze sono pervase da umidità e di disperazione. Spesso ti dimentichi persino chi sei e perché ti trovi dove ti trovi“. L’artista, che confessa di non capacitarsi delle ragioni per le quali si trova in prigione, continua così la lettera:

Ho bisogno che qualcuno mi aiuti ad riaccendere una luce su questa storia. Però prima di continuare devo farti una confessione. Sono colpevole. Colpevole di aver girato un videoclip per il mio nuovo singolo. Colpevole di aver chiesto e ottenuto tutte le autorizzazioni del caso e di averlo girato con un braccialetto elettronico alla caviglia. Colpevole di aver fatto delle foto di scena durante le riprese. Colpevole di aver lasciato gestire i miei account social al mio manager che quelle foto le ha pubblicate. Perché se questo basta per essere sbattuto in galera non posso fare altro che confessare. Confesso la mia sfiducia nella giustizia. Confesso di non capire più un sistema che toglie la libertà per una banalità simile. Confesso di essere incredulo e incazzato.

Il rapper, poi, spiega anche come, nel suo caso, la notorietà abbia scatenato attenzioni morbose e controlli (anche sui profili social) che non ci sarebbero stati nei confronti di una persona qualunque. Inoltre, il ragazzo dice di sentirsi ingannato, perché “prima mi hanno dato l’ok a girare quel video e poi mi hanno messo in carcere per averlo fatto pubblicare“. Nella lettera lui dice di aver paura per la propria carriera, e non del carcere. “a spaventarmi non è il carcere, è il sistema. è l’idea di essere marchiato a vita, la sensazione che vogliono impedirmi di splendere. Io non sono un pericolo per la società, ma ho sempre più paura che questa società sia un pericolo per me“.

Infine, Baby Gang conclude la sua lettera sottolineando la voglia di volersi ribellare e di voler portare avanti lo sciopero della fame iniziato giorni fa, fino a quando non si placherà la sua sete di giustizia. Il prossimo 26 giugno, l’artista compirà 23 anni e, ovviamente, si augura di poterli festeggiare in famiglia.

[FOTO: Instagram]