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Antony Di Francesco racconta perché è sparito: ‘Gli haters mi hanno fatto soffrire, la terapia mi ha aiutato’

Nonostante continui a essere presente su Youtube e Instagram, di Antony Di Francesco si erano perse un po’ le tracce. Il ventenne romano, che tra il 2015 e il 2017 ha macinato migliaia di visualizzazioni e tappe in giro per l’Italia, ora è tornato per far conoscere a tutti cos’è successo dopo il boom degli anni scorsi. Ora è cambiato, non solo esteticamente: Antony sembra molto più maturo e riflessivo di un tempo.

Non mi vergogno di essere Antony Di Francesco“, è il titolo del video di cui vi vogliamo parlare. volevo diventare popolare. “Ho iniziato a fare video perché volevo mettermi in mostra. Tutto questo parte da un’insicurezza interna, mentre sui social volevo dimostrare il contrario. Volevo essere accettato da me stesso e gli altri“. Antony ha ricordato il periodo di successo, dove ha dovuto fare i conti con continui insulti e prese in giro:

“Il successo a 18 anni? Vedi tutto come un gioco, come un sogno che si realizza. Gli haters sono stati una cornice importante nella mia vita. Mi hanno dato tanto visibilità. Ma c’è anche un risvolto psicologico. C’è stato un periodo in cui gli insulti e i commenti negativi piovevano come se non ci fosse un domani. Io ci ho sofferto ma non l’ho fatto vedere perché avevo un personaggio che stava sempre a mille, sempre positivo. Io facevo finta di sbattermene, anche perché odio contro odio non porta a niente. Stavo zitto e ho rinchiuso le mie sofferenze dentro questa camera (…) Anche gli altri youtuber mi hanno sempre buttato merda addosso. Ma non mi sono mai arreso. E’ vero, sono calato e non faccio più i numeri di primi. Molta gente si è dimenticata di me. Per strada non mi riconoscono più e le aziende o gli youtuber non mi contattano più come prima. Ma non mi fermero lo stesso”.

La crisi di Antony di Francesco

Ma a un certo punto, attorno al 2017, la curva del successo di Antony comincia a crollare. “Ho dovuto pagare migliaia di euro di tasse. Non ero preparato. Ecco perché ero tranquillo, perché mi ero messo un gruzzoletto da parte. Le tasse mi hanno mangiato tutto quel gruzzoletto che avevo tenuto da parte. Quella è stata la mia discesa. Non mi potevo più aggrappare a nessuna parte, il mio conto era a zero. Dovevo ricominciare tutto da capo. Oltre al calo a livello mediatico, era iniziato quello a livello economico“, ha raccontato.

“Quando ho notato che i feedback diminuivano e le persone smettevano di seguirmi, sono stato male. Non cercavo di rimediare, ma questo problema mi affossava. La tristezza la sfogavo in giro con i miei amici, con i soldi che guadagnavo. Facevo i viaggi, compravo i biglietti a caso, acquistavo cose senza senso. Ho sfruttato la possibilità economica di quel periodo per sfuggire da una realtà psicologica che mi stava massacrando. Questo non faceva che aumentare il processo di autodistruzione. Era difficile uscirne, perché ti si scatena la dipendenza dal denaro”.

La rinascita

A un certo punto Di Francesco ha deciso di andare in terapia. “Ognuno di noi ha qualcosa di irrisolto. Non è che se vai dallo psicologo devi vergognartene. Ci vado tutt’ora. Quando esco da quella porta mi sento bene, metti in ordine tutti i pezzettini (…) Avevo paura di andare in metro o in determinati posti. Avevo paura di trovare qualcuno che potesse accadere chissà che per i video che mettevo su Youtube“. Ha anche cambiato lavoro, per un periodo: è andato a fare l’animatore in un villaggio turistico.

Dopodiché c’è stata una sorta di rinascita: Antony ha realizzato Viral, un progetto nuovo, e lì ha fatto nuove amicizie. “Quell’esperienza mi ha allontanato dai pensieri negativi“.

Qui Antony aveva parlato della sua depressione.

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