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Afro Influencers, la prima crew afro in Italia: “Contro il razzismo, faremo anche noi una House”

L’unione fa la forza. Lo sanno bene i ragazzi di Afro Influencers, la prima crew di influencer che vuole rappresentare la comunità afrodiscentente sui social. L’idea è nata durante il lockdown a Moustapha, 22enne con origini senegalesi (nato a Seriate, in provincia di Bergamo). Di giorno fa l’analista informatico, la sera lavora per la crew.

Ne fanno parte undici influencer. Da Aida Diouf (la prima tiktoker con il velo) a Tyg3r, ecco i nomi di tutti gli altri: Diouf, Topher243, Xan, Musty TV, KingNigg, Issa Topp, ChiamatemiBlack, SadibouJR, CeeJay e SyreCeres. Vengono da tutta Italia: alcuni di loro sono nati qua, altri vengono dal Ghana o dal Senegal. “Tutti loro hanno subito razzismo nel loro percorso. Addirittura tanti di loro quando si proponevano per delle collaborazioni venivano rifiutati solo per il colore della loro pelle”.

Un progetto così non c’era nemmeno in Europa. Il suo scopo è quello di dare voce a chi prima non ne aveva: “Vogliamo trasmettere un messaggio di inclusione, contro il razzismo. Vogliamo dimostrare che anche noi abbiamo le capacità di poter fare quello che fanno gli influencer con la pelle bianca. Ci aiutiamo a vicenda“. Prima del Black Lives Matter, spiega Moustapha, c’era una grande difficoltà nel trovare dei lavori:

“Siamo diventati un’agenzia per necessità. Il Black Lives Matter ha reso possibile che anche gli influencer africani potessero avere un mercato. Quel movimento ha aperto gli occhi alle grandi aziende a livello internazionale. Ora succede sempre più spesso che le aziende decidano di affidarsi a figure nere per le loro campagne. Prima non succedeva mai per ignoranza o razzismo”.

Il prossimo step della crew Afro Influencers? L’apertura di una casa, una Afro House. “Non sappiamo ancora quando ma ci sarà“.

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